Ammortizzatori sociali: ecco cosa cambia

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Ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: ecco cosa cambia con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 148/2015.

Cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono preordinate da regole comuni che rendono più oneroso il ricorso al sostegno reddituale da parte delle imprese. Aumenta il contributo addizionale, correlato all’effettivo utilizzo delle integrazioni. Modificato il periodo di durata massima della cassa, ridotto a 24 mesi – incrementati a 36 tramite il ricorso al contratto di solidarietà – in un quinquennio che diventa mobile. I lavoratori per i quali venga programmata una contrazione dell’orario in termini superiori al 50% dovranno aderire a misure di politica attiva per ottenere il diritto al ristoro economico. Accorciati i termini per la presentazione della domanda di Cigo per cui sono concessi 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività. Sostanziali modificazioni si individuano per la cassa straordinaria che viene circoscritta a tre causali – riorganizzazione aziendale, crisi aziendale e contratto di solidarietà – rivisitate nella strutturazione tecnico-giuridica. La causale della cessazione dell’attività produttiva resterà vigente per il solo 2015 salvo deroghe in sede ministeriale. La domanda dovrà essere presentata entro 7 giorni dalla conclusione della procedura di consultazione sindacale e scandirà l’inizio della contrazione dell’orario che non potrà avvenire prima di 30 giorni dal suo adempimento.

Ritoccata la disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterale. Dal 1° gennaio 2016 il sostegno al reddito per i datori di lavoro non soggetti alla cassa integrazione, con più di cinque dipendenti, sarà assicurato, tra gli altri, dal nuovo Fondo di integrazione salariale (FIS), da istituire presso l’INPS, che andrà a sostituire il c.d. Fondo di solidarietà residuale.

Sono altresì previste due nuove tipologie di prestazione a carico della bilateralità: l’assegno ordinario d’integrazione salariale e l’assegno di solidarietà il quale, di fatto, andrà a sostituire il contratto di solidarietà in deroga.

Rivitalizzato anche il contratto di solidarietà offensivo, selezionato quale strumento utile a garantire il turn-over per favorire l’occupazione in una prospettiva di ricambio generazionale.

Vengono infine abrogate esplicitamente ed implicitamente tutte le disposizioni contrarie o incompatibili con quelle recate dal Decreto.

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