Qual è la differenza tra infortunio e malattia professionale?

Differenza tra infortunio e malattia

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Spesso quando non si è al lavoro per ragioni di salute si dice di essere a casa in malattia. Tuttavia è bene fare chiarezza, in quanto questa circostanza può avere diverse sfaccettature che non rappresentano la stessa cosa. C’è infatti una differenza sostanziale tra infortunio, malattia professionale e malattia ordinaria: si tratta di concetti distinti, per i quali è previsto un trattamento diverso. Scopriamo nel dettaglio quando si verificano queste situazioni e le loro implicazioni.

Qual è la differenza tra infortunio e malattia?

Malattia e infortunio non sono la stessa cosa e, anzi, la loro natura è molto differente. Accomunati da una patologia, la differenza tra malattia e infortunio consiste principalmente nella loro origine. La malattia professionale ha, infatti, una causa prolungata nel tempo, è lenta ed è determinata nell’ambito della mansione lavorativa svolta. Questa tipologia si distingue dalla malattia classica, ovvero dettata da cause non correlate al lavoro.

L’infortunio è determinato, invece, da una causa immediata e violenta che determina danni fisici o psichici del lavoratore, come per esempio se si cade durante le mansioni lavorative e ci si rompe una gamba. In questa situazione, si tratta di infortunio quando le lesioni riportate impediscono di svolgere le proprie attività per più di 3 giorni. 

Altro elemento da tenere in considerazione è il contesto: la malattia professionale è una patologia che insorge per via della mansione lavorativa e anche l’infortunio è collegato al contesto del lavoro, mentre la malattia comune insorge al di fuori del posto di lavoro, come per esempio l’influenza.

Tipologie di trattamento e conseguenze 

In base alla situazione in cui ci si trova, gli importi delle indennità previste per il lavoratore presentano delle differenze.

Per i casi di infortunio e malattia professionale si ha diritto a un risarcimento del danno subito sotto il profilo economico, della propria capacità lavorativa e della salute. In questa situazione l’indennità viene percepita da parte dell’Inail e inoltre si può avanzare la richiesta all’azienda della parte di danno non coperta, detto danno differenziale. 

Per la malattia comune, dopo il quarto giorno di assenza, è prevista un’indennità pari al 50% della retribuzione.

Sia durante la malattia che durante l’infortunio, il lavoratore percepisce un’indennità economica: dopo i primi 3 giorni di assenza, che sono ancora a carico del datore di lavoro, per la malattia ordinaria è l’Inps a sostenere i costi dettati dalla sospensione lavorativa. Nel caso della malattia professionale o dell’infortunio sul lavoro, invece, a pagare l’indennità è l’Inail.

Esiste poi un’altra differenza sostanziale in queste situazioni: nel caso della malattia ordinaria se il lavoratore supera il periodo di comporto (previsto dal contratto collettivo), può essere licenziato.

Per la malattia professionale e l’infortunio, ovvero patologie causate dall’attività lavorativa, l’azienda non può contare le assenze, in quanto neutre e non influenti sulla diminuzione dei giorni previsti per la conservazione del posto.

Diverse modalità sono anche previste per le visite fiscali. Nella malattia ordinaria la visita medica è di prassi: effettuata durante le fasce orarie prestabilite, presso il domicilio del lavoratore malato, è destinata a verificare le sue effettive condizioni di salute. Invece, per l’infortunio questo non è previsto: l’azienda non può richiedere visite al lavoratore, ma sono realizzabili solo dei controlli d’ufficio.

Se la malattia ordinaria non espone il datore a nessuna conseguenza, diverso è per quella professionale e per l’infortunio: essendo connessi con la mansione lavorativa possono sussistere conseguenze penali. L’Inail può mettere in campo anche un’azione di regresso sull’azienda, per recuperare l’indennità pagata al lavoratore malato. Quest’ultimo può citare la società in giudizio, avanzando la richiesta del risarcimento dei danni. 

Ci sono situazioni in cui il confine tra malattia professionale e infortunio è labile, ma quale conviene di più? Non è il lavoratore a determinare la condizione in cui si trova, ma è necessario che il medico monitori la situazione: nel caso di malattia professionale realizza un certificato che il lavoratore deve consegnare entro 15 giorni al datore. Quest’ultimo dovrà trasmettere all’Inail, entro i 5 giorni successivi dalla segnalazione, la denuncia della malattia.  

Per l’infortunio, invece, il datore va avvisato subito e, se la salute del lavoratore è compromessa per oltre 3 giorni, anche in questo caso deve procedere con la denuncia dell’accaduto all’Inail. Nel caso il lavoratore si sia recato in ospedale, la struttura invia il certificato all’Inail e all’azienda. 

Per avere maggiori informazioni sulla malattia professionale e l’infortunio, contattate lo Studio Riitano.

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