Dal 2016, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e contrastare gli abusi, è stato introdotto in Italia l’obbligo di presentare le dimissioni online. Questa modalità ha reso più sicura e tracciabile l’interruzione volontaria del rapporto di lavoro, obbligando il lavoratore a trasmettere la comunicazione esclusivamente per via telematica. Che si tratti di dimissioni volontarie o di risoluzione consensuale, il processo oggi avviene attraverso un’apposita piattaforma ministeriale, accessibile anche tramite soggetti abilitati come patronati o consulenti del lavoro.
Dimissioni online: cosa sono e perché sono obbligatorie
Dal 12 marzo 2016, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 151/2015 (Jobs Act), le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del contratto di lavoro devono essere trasmesse obbligatoriamente in modalità telematica. L’obiettivo della riforma è quello di contrastare le cosiddette “dimissioni in bianco”, ovvero quelle richieste dal datore di lavoro al momento dell’assunzione, ma datate e utilizzabili in un secondo momento per licenziare il lavoratore senza preavviso.
Chi deve utilizzare le dimissioni online
La procedura telematica si applica a tutti i lavoratori del settore privato, con alcune eccezioni: non riguarda i rapporti alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, il lavoro domestico, le dimissioni convalidate in sede protetta o quelle sottoposte a conciliazione presso l’ITL per casi particolari (come per i genitori lavoratori).
Resta invece obbligatoria per tutti gli altri lavoratori subordinati, sia in caso di dimissioni volontarie che di risoluzione consensuale.
Come inviare le dimissioni volontarie online
Il lavoratore può scegliere due modalità per trasmettere le proprie dimissioni online:
- Invio autonomo tramite il sito del Ministero del Lavoro, accedendo con SPID o CIE. Il sistema recupera in automatico i dati del contratto attivo tramite la banca dati delle Comunicazioni Obbligatorie. Per rapporti iniziati prima del 2008, sarà necessario inserire manualmente i dati del contratto e del datore di lavoro.
- Tramite soggetti abilitati, come patronati, consulenti del lavoro, enti bilaterali, organizzazioni sindacali o le sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Una volta compilato e trasmesso il modulo telematico, al lavoratore verrà assegnato un codice identificativo e una marca temporale. Anche in caso di mancato invio della PEC automatica al datore, le dimissioni saranno comunque valide e visibili nella procedura aziendale.
Revoca delle dimissioni e termini da rispettare
Il lavoratore può revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissione del modulo. La revoca avviene con le stesse modalità della trasmissione: online oppure con l’assistenza di un soggetto abilitato. Trascorso questo termine, il recesso è definitivo e il contratto si considera concluso.
In caso di revoca, il datore di lavoro riceve una nuova comunicazione automatica e può visualizzarne il contenuto nella piattaforma dedicata.
Il preavviso nelle dimissioni volontarie
Si comporta generalmente l’obbligo per il lavoratore di rispettare un periodo di preavviso dimissioni, stabilito dal contratto collettivo o dal contratto individuale. Se il lavoratore procede con una dimissione senza preavviso, è tenuto a corrispondere un’indennità sostitutiva al datore di lavoro. Lo stesso vale se è il datore a non rispettare il preavviso in caso di licenziamento.
Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, che legittimano il lavoratore a recedere immediatamente dal rapporto senza obbligo di preavviso e senza penalità economiche.
Dove accedere per compilare le dimissioni online
Per accedere alla piattaforma, il portale di riferimento è il sito del Ministero del Lavoro – Servizi Lavoro, nella sezione dedicata alle dimissioni. Qui si possono trovare anche i manuali, le guide operative e i riferimenti normativi aggiornati.
Chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali può sempre rivolgersi ai soggetti abilitati per essere assistito nella procedura.
Dimissioni volontarie online: quando rivolgersi a un esperto
Sebbene l’invio delle dimissioni volontarie online sia ormai una prassi consolidata, non è raro che emergano dubbi sulla corretta compilazione, sulle tempistiche o sull’eventuale necessità di revoca. Anche il calcolo del preavviso o la distinzione tra dimissioni per giusta causa e dimissioni ordinarie richiedono un’attenta valutazione del proprio contratto e della normativa vigente.
Affidarsi ad un consulente del lavoro a Milano specializzato in diritto del lavoro, come lo Studio Riitano, consente di gestire la procedura in modo corretto, evitando errori e tutelando i propri diritti in ogni fase del recesso contrattuale.

