Naspi per stagionali 2019: cosa cambia?

Naspi per stagionali 2019: cosa cambia?

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La Naspi – Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego – è stata istituita dal Jobs Act nel 2014 e attivata dall’Inps a partire dal 2015 con l’obiettivo di sostenere il reddito di coloro che hanno perso il lavoro involontariamente. Nello specifico, la Naspi per stagionali è destinata a coloro che, lavorando nel turismo estivo o invernale, rimangono disoccupati per lunghi periodi durante l’anno: per queste categorie, la previdenza stabilisce un mese in più di disoccupazione rispetto agli ex lavoratori subordinati.

Assicurazione Naspi per stagionali: ultime notizie

Le problematiche relative al lavoro stagionale sono state prese in esame dagli ultimi governi che hanno istituito sistemi di previdenza ad hoc, come la Naspi per stagionali: le ultime notizie riguardo questo tipo di sussidio sono confortanti, poiché è previsto un aumento per adeguare le prestazioni erogate al costo della vita, come accade anche alle pensioni e altre forme di previdenza sociale. I requisiti necessari per ottenere questo contributo, tuttavia, non cambiano: è necessario avere versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e aver lavorato almeno 30 giorni nell’ultimo anno.

La Naspi per i lavoratori stagionali

La Naspi per i lavoratori stagionali, come anche per i lavoratori ex-dipendenti, prevede una prestazione pari al 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni. Questa indennità spetta a partire dall’ottavo giorno dalla cessazione del rapporto lavorativo, sempre che sia stata presentata la domanda, o dal 38esimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, cercando di compensare i disagi dovuti alla disoccupazione: la Naspi viene sospesa in caso di nuova occupazione o in caso di mancata comunicazione del reddito annuo.

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