Studiare e lavorare contemporaneamente è una sfida ardua, soprattutto considerando i ritmi serrati della gestione quotidiana tra famiglia e casa. Per supportare la formazione degli studenti lavoratori, la normativa prevede permessi giornalieri fino a un massimo di 150 ore annuali, da destinare al diritto allo studio. Questi permessi permettono di dedicare tempo alle attività didattiche e agli esami universitari. Scopriamo nel dettaglio come funzionano i permessi per gli esami universitari.
Come funziona il permesso studio
I permessi studio fanno davvero la differenza nella quotidianità degli studenti lavoratori, offrendo loro il tempo necessario per trovare il giusto equilibrio tra attività lavorativa, studio, frequenza delle lezioni e superamento degli esami. Il diritto allo studio è garantito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione della Repubblica. In particolare, per i lavoratori dipendenti, questo diritto è regolato dalla legge n. 300/1970, nota come Statuto dei Lavoratori e sancita in seguito a lunghe lotte sindacali tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento.
L’articolo 10 dello Statuto dei Lavoratori riconosce al lavoratore studente vari diritti, come i permessi giornalieri retribuiti per gli esami, turni di lavoro che facilitino la preparazione degli esami e la frequenza dei corsi e l’esonero dal lavoro straordinario o durante i riposi settimanali. Nel 1973, grazie al contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico, sono state introdotte per la prima volta le 150 ore di diritto allo studio, un diritto che negli anni è stato esteso anche ad altre categorie di lavoratori.
Studente lavoratore: le ore di permesso studio concesse per sostenere gli esami
Le 150 ore di diritto allo studio sono sancite dai diversi Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL), che regolano la durata del permesso e le modalità di richiesta in base al settore specifico. Sebbene ci siano differenze tra i vari CCNL, esistono punti comuni riguardanti le 150 ore di permesso studio. In generale, ai lavoratori viene data la possibilità di usufruire di 150 ore di permesso studio all’anno. Fanno eccezione i lavoratori che frequentano le scuole dell’obbligo, i quali hanno a disposizione 250 ore annuali. Queste ore si riferiscono all’anno solare, quindi, se il dipendente frequenta un corso di due anni, può richiedere il permesso per entrambi gli anni di corso. Se il corso di studio è correlato all’attività lavorativa, il limite massimo di ore di permesso è di 120 ore.
Inoltre, per sostenere un esame universitario, il lavoratore ha diritto a due giorni di permesso retribuito, da prendere due giorni lavorativi prima dell’esame, che non sono previsti per lo stesso esame sostenuto due volte nello stesso anno accademico. A tutto questo si aggiungono 120 ore di permesso non retribuite da pianificare trimestralmente.
I permessi per il diritto allo studio possono essere concessi solo al 3% del personale a tempo indeterminato.Queste ore di permesso studio sono retribuite e rientrano nella paga ordinaria, permettendo ai lavoratori di maturare ferie, permessi e TFR.
Quando si ha diritto ai permessi studio?
Il diritto allo studio può essere richiesto dai lavoratori dipendenti che stanno conseguendo un diploma di istruzione primaria o secondaria, una laurea triennale o magistrale, un titolo di studio post-laurea o una qualifica professionale, inclusi i corsi di abilitazione. Le scuole frequentate devono rilasciare attestati e titoli di studio legalmente validi. Quindi, il permesso può essere richiesto anche per frequentare università telematiche riconosciute. Per usufruire dei permessi, è necessario seguire i corsi durante l’orario lavorativo: se i corsi vengono frequentati di sera, fuori dall’orario lavorativo, oppure si tratta di corsi telematici senza l’obbligo di presenza, il permesso studio non è previsto.
Le 150 ore di diritto allo studio spettano ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato full-time, con contratto part-time verticale (in cui si applica la regola della proporzionalità) e con contratto a tempo determinato di durata superiore ai 6 mesi continuativi. Malgrado l’art. 6 del D.lgs. n. 368/2001 sancisca la non discriminazione tra il personale assunto a tempo indeterminato e determinato, l’agevolazione delle 150 ore non è prevista per i lavoratori a tempo determinato, a meno che il contratto non abbia una durata superiore ai 6 mesi continuativi. Tuttavia, per i lavoratori a tempo determinato sono previste agevolazioni riguardanti l’orario di lavoro ordinario e straordinario, oltre a 8 giornate all’anno di permesso retribuito per sostenere gli esami.
Come richiedere un permesso per un esame universitario: cosa sapere
Per richiedere i permessi studio è necessario presentare una formale richiesta al datore di lavoro. Quest’ultimo potrebbe chiedere al lavoratore informazioni dettagliate sul soggetto che eroga la formazione, indicazioni sul numero di ore e giorni di permesso necessari per partecipare agli esami e ai corsi e l’attestato di frequenza che dimostri la sovrapposizione delle lezioni e degli esami con l’orario di lavoro. Qualora manchi questa documentazione si perde il diritto alla retribuzione. L’azienda può fornire ai dipendenti un modulo da compilare e inviare alla direzione oppure al reparto delle risorse umane o in alternativa a un formulario digitale.
Per avere maggiori informazioni sui permessi studio o se cerchi un consulente del lavoro rivolgiti allo staff dello Studio Riitano.

