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Dipendenti

Lul dipendenti
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Lul dipendenti, Libro Unico del Lavoro: che cos’è, esempio e come si compila?

Tra i vari obblighi previsti per il datore di lavoro, rientra la compilazione e la gestione del Lul dei dipendenti, Il Libro unico del Lavoro. Si tratta di uno strumento fondamentale riguardante ogni singolo lavoratore che fornisce un quadro generale dell’impresa e dei rapporti con ogni dipendente. Scopriamo più nel dettaglio in cosa consiste e come viene redatto. 

Lul dipendenti, Libro Unico del Lavoro: che cos’è e le sue funzionalità

Verificare l’occupazione dell’impresa documentando lo stato di ogni rapporto lavorativo: questo è lo scopo del Libro Unico del Lavoro (Lul). È nel 2008 che è entrato in vigore lo Lul dipendenti, sostituendo il libro paga: la sua normativa di riferimento è racchiusa nel Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112. Questo importante strumento offre un quadro complessivo e sintetico dei rapporti fra l’azienda e ogni lavoratore.

Tenere il Lul è un obbligo per l’impresa non solo verso i lavoratori, ma anche nei confronti degli organi ispettivi che possono richiederne la consultazione. La mancata esibizione del Lul prevede una sanzione che può andare dai 200 ai 2000 euro.

Per quanto riguarda i soggetti registrati nel Libro Unico del Lavoro troviamo i lavoratori subordinati, i collaboratori coordinati e consecutivi e gli associati in partecipazione con apporto lavorativo che devono essere iscritti dal datore privato. I coadiuvanti di impresa, i soci lavoratori, gli stagisti e i tirocinanti sono invece esclusi. Le imprese private con dei dipendenti sono obbligate alla compilazione del Lul. Per i datori di lavoro domestici il Lul non è obbligatorio. 

Anche la Pubblica Amministrazione e le aziende di piccole dimensioni, individuali oppure in cui lavorano solo dei soci, non sono tenuti a redigerlo.

Libro Unico del Lavoro: come si compila e altre informazioni utili

In merito alla compilazione del Libro Unico del Lavoro un esempio utile riguarda i singoli lavoratori. In merito al dipendente devono essere riportati dati quali nome, cognome, codice fiscale, qualifica, livello, retribuzione base, anzianità di servizio, posizioni assicurative, erogazioni di denaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di lavoro (compresi i rimborsi spese).

Altri elementi da indicare sono le sanzioni corrisposte o gestite dal datore di lavoro, le trattenute a qualsiasi titolo effettuate, le detrazioni fiscali, i dati relativi agli assegni per il nucleo familiare e le prestazioni ricevute da enti e istituti previdenziali.

Non deve mancare poi un calendario con le presenze del lavoratore per avere chiaro ogni giorno le ore da lui svolte, gli straordinari, le ferie e le assenze e  i permessi. 

Questi dati devono essere riportati per tutti i singoli dipendenti in uno stesso momento: se si unisce tutto questo si ottiene lo stato occupazione dell’impresa.  

IL Lul non è un documento statico, ma viene costantemente aggiornato, visto che la sua compilazione è prevista ogni mese. Il consulente del lavoro lo redige e lo presenta entro il 30 del mese successivo.

Numerato in modo unico, sequenziale e continuativo, il registro può essere compilato o conservato in forma cartacea, con stampa laser o meccanografica oppure a mezzo di archiviazione sostitutiva. Il Lul dipendenti va conservato per 5 anni nella sede legale dell’impresa, oppure negli studi di consulenza o dei professionisti abilitati, rispettando quanto previsto in materia di privacy.

Una soluzione per gestire facilmente questo registro è la via telematica che non è obbligatoria, ma comporta molti vantaggi. Grazie a questa modalità il Libro Unico del Lavoro può essere consultato comodamente dal computer, inoltre si riducono i margini di errore, si rende più semplice e immediata la sua compilazione e si migliora la comunicazione dei soggetti coinvolti. 

Lo Lul telematico non prevede l’obbligo di vidimazione dell’Inail, visto che basta solo una comunicazione preventiva da parte della Direzione Territoriale del Lavoro, indicando il tipo di sistema usato. 

Per avere maggiori informazioni sul Libro Unico del Lavoro o se cercate un consulente del lavoro, contattate lo Studio Riitano.

Trasferte dipendenti: come funzionano i rimborsi?
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Trasferte dipendenti: come funzionano i rimborsi?

A seconda del tipo di azienda, le trasferte dei dipendenti possono essere frequenti e all’ordine del giorno. Si tratta di spostamenti dei lavoratori dalla normale sede di lavoro ad altro luogo di lavoro sulla base di diverse esigenze, di natura transitoria. 

L’indennità di trasferta per categorie specifiche

La disciplina legislativa relativa alle trasferte dei dipendenti prevede diversi trattamenti a seconda del luogo in cui il lavoratore si reca in trasferta, a seconda che avvenga nel comune di lavoro, trasferta in territorio italiano e trasferta all’estero. L’importo della cosiddetta diaria giornaliera, ovvero l’indennità di trasferta riconosciuta, varia a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore. L’indennità di trasferta nel CCNL Commercio Confcommercio affronta all’art. 167 tratta il tema delle missioni o trasferte, stabilendo determinate regole. Allo stesso modo, c’è una specifica normativa per l’indennità di trasferta dei metalmeccanici è disciplinata dall’art. 7 del CCNL dell’industria metalmeccanica. Hai bisogno di saperne di più? Rivolgiti a uno studio specializzato in consulenza del lavoro come lo Studio Piga Riitano, che assiste aziende pubbliche e private, di piccole o grandi dimensioni. 

Rimborso chilometrico in busta paga: come funziona

Ci sono casi in cui, nelle trasferte dei dipendenti, questi ultimi utilizzano la loro autovettura personale per fini aziendali. In tali situazioni i dipendenti hanno diritto a indennità specifiche, i rimborsi chilometrici in busta paga. L’importo viene calcolato secondo criteri ben precisi, per i quali occorre consultare le Tabelle ACI, aggiornate due volte all’anno, e relative a tutta una serie di parametri sui veicoli da valutare. Vuoi sapere quali soggetti, all’interno dell’azienda, possono usufruire del rimborso chilometrico dei dipendenti? Come formalizzare il conferimento dell’incarico? Per queste e altre questioni potranno chiarirti le idee gli esperti dello Studio Piga Riitano, che offrono una consulenza esterna del lavoro a piccole e grandi realtà.

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I dipendenti del settore privato: i numeri dell’inps

Inps: 11,7 mln media dipendenti privati. 85,5% ha un contratto a tempo indeterminato

Il numero medio dei dipendenti del settore privato non agricolo (esclusi i domestici) nel 2014 è stato pari a 11.746.679 con un calo dello 0,5% sul 2013. Lo scrive l’Inps nell’Osservatorio sui lavoratori spiegando che l’85,5% del totale ha un contratto a tempo indeterminato. La percentuale dei lavoratori con un orario a tempo pieno è del 74,1% in lieve calo sul 2013 (75,2%). Gli operai restano la maggioranza, 6.148.063 (-0,71%), seguiti da 4.588.923 impiegati.