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Genitori lavoratori diritti

Congedo maternità 2019: cosa cambia
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Congedo maternità 2019: cosa cambia

Il congedo di maternità 2019 ha visto alcune novità introdotte nella Legge di Bilancio 2019, con una nuova formula di utilizzo di questo diritto. Si tratta di un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per la madre di 5 mesi a cavallo del parto, 2 prima del parto e 3 dopo. Per l’intero periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice ha diritto a percepire l’80% della retribuzione, percentuale che può essere elevata anche fino al 100% se previsto dal contratto collettivo.

Congedo maternità facoltativa: normativa  

Cosa cambia, dunque, per il congedo di maternità 2019? A partire da gennaio dello stesso anno, i cinque mesi di congedo obbligatorio che spettano alle donne in gravidanza e neomamme possono anche essere goduti interamente dopo la nascita del figlio, previa autorizzazione del medico. Si parla anche di congedo di maternità facoltativa, che coincide col congedo parentale: si tratta, in questo caso, del periodo di astensione facoltativo dal lavoro, concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita e soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali. Il congedo parentale è rivolto a lavoratrici e lavoratori dipendenti con un rapporto di lavoro in corso. Nella maggior parte dei casi, l’indennità viene anticipata direttamente dal datore di lavoro. Possono richiederla anche le madri adottive e affidatarie.  

Congedo di maternità anticipata
 

In base alla normativa vigente, la madre lavoratrice può richiedere di far slittare l’avvio del congedo di maternità 2019, facendolo partire 1 mese prima della data presunta del parto per terminare 4 mesi dopo la nascita, a condizione che il medico lo consenta. Ma si profila anche il caso di congedo di maternità anticipata: il periodo di astensione può essere anticipato fin dal momento del concepimento, nel caso in cui la gravidanza sia problematica oppure nel caso in cui la tipologia di lavoro possa essere nocivo per la salute del bambino o della mamma. Per qualsiasi dubbio e chiarimento in materia o per altro, contatta i consulenti del lavoro dello Studio Piga Riitano.  

Congedo parentale per il padre: come funziona
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Congedo parentale per il padre: come funziona

Quando si parla di congedo parentale per il padre si fa riferimento a una forma di astensione facoltativa dal lavoro, con diminuzione o annullamento della retribuzione, di cui i lavoratori che siano divenuti da poco genitori possono godere nei primi anni di vita del figlio. Questo tipo di congedo si aggiunge al congedo di maternità che, invece, è obbligatorio. 

Congedo obbligatorio padre e congedo facoltativo padre: differenze  

Il congedo parentale per il padre è stato prorogato dall‘articolo 1, comma 354, legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) anche per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenute nell’anno solare 2017 ed ha previsto, per l’anno solare 2018, l’aumento di tale congedo obbligatorio da due a quattro giorni. Ma la legge del 30 dicembre 2018 (la Legge di Bilancio 2019) tratta anche il congedo obbligatorio per il padre e il congedo facoltativo per il padre per il 2019. Nel primo caso sono stati aumentati a cinque il numero dei giorni di congedo obbligatorio. Nel secondo è stata confermata la possibilità di fruire di un giorno di congedo facoltativo in alternativa alla madre. 

Congedo per il padre per la nascita del figlio: a chi spetta 

Possono fruire dei congedi parentali per il padre i lavoratori dipendenti, anche adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese di vita dalla nascita o dall’adozione e affidamento avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2019. Nel caso di padri lavoratori dipendenti da amministrazioni pubbliche e congedo del padre per la nascita del figlio, il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha specificato che il Ministro per la Pubblica Amministrazione dovrà approvare una norma che individui e definisca gli ambiti, le