Come chiudere la partita Iva: guida ai costi e procedura da seguire 

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Chiudere una partita IVA è un passo importante per chiunque abbia avviato un’attività come libero professionista o titolare di ditta individuale e decida di interrompere le attività. Come per l’apertura della partita IVA, la chiusura non avviene automaticamente ma richiede specifici passaggi burocratici per evitare sanzioni e adempimenti fiscali non necessari. In questa guida vedremo come chiudere una partita IVA, quali sono i costi e come gestire eventuali debiti.

Procedura per chiudere la partita IVA

Chiudere la partita IVA implica la presentazione di documenti specifici all’Agenzia delle Entrate. Se la partita IVA è aperta come persona fisica o ditta individuale, si deve compilare il modulo AA9/12, che può essere consegnato di persona, inviato tramite PEC o tramite raccomandata. Se invece si tratta di un ente o di una società, il modulo da utilizzare è l’AA7/10, e l’operazione richiede anche la chiusura nel Registro delle Imprese tramite il modello ComUnica.

È importante presentare la richiesta di chiusura entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività per evitare sanzioni. Inoltre, anche se non è obbligatorio l’assistenza di un commercialista, è consigliabile consultarlo per assicurarsi che la documentazione sia completa e corretta.

Quanto costa chiudere la partita IVA?

La chiusura della partita IVA per un libero professionista non prevede costi di cancellazione se la partita IVA è comunitaria, a meno che non si desideri il supporto di un commercialista, che comporta un onorario. Se invece si tratta di una ditta iscritta al Registro delle Imprese, occorrerà pagare i costi di cancellazione, solitamente tra i 50 e i 100 euro.

Se la chiusura della partita IVA non viene comunicata nei tempi previsti, esistono comunque possibilità di chiusura retroattiva, anche se è importante notare che alcune istituzioni, come INAIL o Camera di Commercio, potrebbero emettere sanzioni.

Come chiudere la partita IVA online

La chiusura della partita IVA può essere effettuata anche online tramite invio di documentazione via PEC, utilizzando sempre il modulo AA9/12 o AA7/10, in base al tipo di partita IVA. Questo metodo offre un’alternativa pratica, senza la necessità di recarsi fisicamente all’Agenzia delle Entrate, purché si abbia accesso a una PEC e si possiedano i documenti necessari, come una copia del documento di identità e il codice fiscale.

Chiusura della partita IVA con debiti

È possibile chiudere una partita IVA anche se si hanno debiti, ma occorre sapere che la cessazione non comporta l’annullamento dei debiti. I creditori potranno continuare a richiedere il saldo delle somme dovute anche dopo la chiusura della partita IVA. In questi casi, le autorità fiscali potrebbero richiedere il pagamento tramite rivalsa sul patrimonio del titolare. Per questa ragione, prima di chiudere la partita IVA è utile verificare lo stato dei propri debiti e, se possibile, regolarizzare i pagamenti per evitare problemi futuri.

Consigli utili e verifiche post-chiusura

Dopo aver chiuso la partita IVA, è consigliabile assicurarsi di aver incassato tutte le fatture emesse e di aver assolto gli obblighi contributivi e fiscali. È preferibile completare la chiusura entro la fine dell’anno solare per evitare l’obbligo di presentare dichiarazioni fiscali l’anno successivo. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è inoltre disponibile un servizio di verifica che permette di controllare lo stato della partita IVA (attiva, sospesa o cessata).

Per concludere, la chiusura della partita IVA richiede una corretta gestione burocratica per evitare complicazioni legali o fiscali. Per una consulenza personalizzata, lo Studio Riitano offre supporto completo per tutte le pratiche di chiusura e variazione della partita IVA.

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