Modello 730 a debito con due Certificazioni uniche: ecco cosa fare

Modello 730 a debito con due Certificazioni uniche

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Quando si cambia lavoro, ci si può trovare con due certificazioni uniche (CU) che includono un debito IRPEF. Questa situazione si verifica perché ciascun datore di lavoro applica l’IRPEF solo sul reddito prodotto con lui. Esploreremo in questo articolo la circostanza in questione nel dettaglio e le azioni da intraprendere.

Modello 730: come evitare di andare a debito con due CUD

In un mondo del lavoro in costante evoluzione, è comune cambiare posizione, anche per chi è assunto con contratto di subordinazione. I dipendenti hanno la libertà di scegliere se trasferirsi da un’azienda all’altra, ma è importante considerare che questo può generare un debito fiscale nel conguaglio.

Nei casi dei dipendenti, infatti, il datore di lavoro agisce come sostituto d’imposta e quindi, quando un lavoratore assume una nuova posizione, potrebbe trovarsi con due certificazioni uniche, generando un debito nella dichiarazione dei redditi. In questa situazione, il lavoratore spesso finisce per pagare un’aliquota IRPEF inferiore rispetto a quella effettiva, poiché ogni sostituto d’imposta calcola l’IRPEF solo sul reddito prodotto sotto la sua gestione, senza considerare quello ricevuto da altri datori. È proprio questa discrepanza che genera un debito fiscale. 

Fortunatamente, si tratta di una situazione comune e facilmente risolvibile. Il lavoratore può pagare il debito entro l’anno di riferimento e informare il datore della propria situazione. È possibile chiedere al datore di applicare una trattenuta più alta, il che di solito è realizzabile all’inizio dell’anno, ed effettuare delle ritenute sul cumulo dei redditi, al fine di evitare un conguaglio troppo elevato nella dichiarazione dei redditi.

Certificazione unica: altri dettagli del modello 730/2024 a debito con due o più CU

Avere più certificazioni uniche (CUD) non riguarda solo chi ha cambiato lavoro nell’anno in corso, ma anche chi ha svolto più lavori contemporaneamente, ha perso il proprio impiego percependo la NASPI, è stato in cassa integrazione oppure ha visto scattare la pensione.  

Con l’avvio della stagione della dichiarazione dei redditi, molti lavoratori si trovano ad affrontare il rischio di ritrovarsi con il modello 730/2024 a debito. Questo scenario si presenta soprattutto per coloro che hanno avuto più sostituti d’imposta e quindi possiedono 2, 3 CUD o più. Se si hanno redditi erogati da datori differenti che non vengono conguagliati direttamente, in sede di dichiarazione dei redditi si rischia di dover affrontare un conguaglio a debito: questo avviene perché i redditi percepiti si sommano e ciò può portare all’aumento dell’IRPEF da versare, determinando così un saldo a debito con l’erario.

La presenza di una doppia certificazione unica può influenzare l’ex Bonus Renzi, portando alla sua restituzione. Questo bonus, originariamente di 80 euro, era un incentivo destinato ai lavoratori con redditi fino a 15.000 euro, ma, grazie alla clausola di salvaguardia, nel 2020 è stato sostituito da un bonus IRPEF pari a 100 euro ed esteso ai lavoratori con redditi fino a 28.000 euro, solo nel caso in cui determinate detrazioni siano superiori all’imposta dovuta.

Per ottenere ulteriori informazioni sul modello 730 a debito con due o più certificazioni uniche, o se stai cercando un consulente del lavoro, rivolgiti allo staff di Studio Riitano

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