Permessi per lutto di uno zio, quanti giorni spettano?

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La perdita di una persona cara è uno dei momenti più difficili da affrontare. Per questo motivo, la legge prevede un sostegno per i lavoratori che devono affrontare questa sofferenza, offrendo giorni di permesso retribuito per il lutto di un parente, incluso lo zio. Vediamo come funzionano questi permessi.

Quanti giorni spettano per la morte di uno zio: cosa sapere

Affrontare un lutto è un momento delicato e doloroso, che richiede tempo e rispetto per elaborare il dolore, soprattutto quando coinvolge direttamente la nostra famiglia. La perdita di un parente stretto è tra gli eventi più traumatici. Per i lavoratori colpiti da questo tipo di lutto, la normativa prevede la possibilità di richiedere un permesso specifico.

Per garantire il diritto del lavoratore di essere presente nella vita familiare, la normativa prevede i congedi familiari, tra cui il congedo per lutto e grave infermità. Questo concede al dipendente fino a 3 giorni di permesso retribuito all’anno, utilizzabili in caso di decesso o grave infermità documentata del coniuge, del convivente o di parente fino al secondo grado. 

Il permesso è valido sia per dipendenti pubblici che privati e richiede una comunicazione al datore di lavoro, accompagnata dalla documentazione necessaria dell’evento accaduto.

Dopo il decesso del coniuge, del convivente o di parenti entro il secondo grado, o affini conviventi indicati nella certificazione anagrafica, è possibile usufruire di 3 giorni di permesso retribuito, i quali possono essere anche non continuativi. 

I parenti di secondo grado ammessi per il lutto includono nonni, fratelli, sorelle e nipoti, senza necessità di convivenza. Una situazione diversa sussiste per i permessi per il lutto di zio o suoceri che se di norma non sono previsti, in alcuni Ccnl vengono inclusi.

Permessi dei dipendenti: altre tipologie

Per situazioni diverse dal lutto, il dipendente può richiedere permessi brevi, utilizzare ferie o riposi compensativi. Inoltre, per gravi motivi familiari, è previsto un congedo non retribuito, della durata massima di 2 anni nell’arco della vita lavorativa. Tutti i dipendenti possono richiedere questo congedo in casi documentati di gravi motivi familiari, che possono essere utilizzati in modo continuativo o frazionato. Il lavoratore deve presentare una richiesta al datore di lavoro, il quale può anche avvalersi del diniego, comunicando la decisione entro 10 giorni dalla richiesta.

Tra le altre tipologie di congedi vi sono il congedo matrimoniale, che concede al lavoratore un periodo di 15 giorni di assenza retribuita in occasione del proprio matrimonio celebrato civilmente, e il congedo per tossicodipendenza, che prevede un’aspettativa non retribuita di massimo tre anni per il dipendente tossicodipendente o alcooldipendente che intenda seguire programmi terapeutici di riabilitazione.

Per avere maggiori informazioni sui permessi per lutto o se sei alla ricerca di un consulente del lavoro, contatta lo staff dello Studio Riitano.

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