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Assegno unico familiare

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Assegno unico familiare: va dichiarato nel modello 730?

L’Assegno unico familiare per ogni figlio a carico costituisce un prezioso sostegno per le famiglie, e ora, con le nuove istruzioni per il modello 730/2024, ci sono novità cruciali. In questo articolo, esamineremo questi ultimi aggiornamenti.

Assegno unico familiare: le novità per il 2024

L’Assegno unico universale (AUU), istituito tramite la Legge Delega 46/2021, rappresenta un fondamentale sostegno economico per le famiglie con figli a carico. Questa misura è entrata in vigore a partire da marzo 2022. Si applica a ogni figlio fiscalmente a carico dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno di età. L’Assegno unico familiare è destinato a tutte le categorie di lavoratori e il suo importo varia in base alle fasce di ISEE.

Ci sono importanti novità in merito a questa agevolazione, soprattutto per quanto riguarda il modello 730/2024. È stato annunciato uno stop definitivo alle detrazioni per i figli a carico sotto i 21 anni. Nel 2023, le detrazioni per i figli e l’Assegno unico  sono andati di pari passo, ma ora nel modello 730 relativo all’anno d’imposta 2023, le detrazioni per i minori sono state eliminate. Di conseguenza, l’AUU ha sostituito le precedenti agevolazioni. Tuttavia, è ancora necessario compilare il prospetto dei familiari a carico per verificare se ci sono eventuali bonus e sconti regionali disponibili. Durante la compilazione del quadro familiari a carico i figli vanno inseriti nei righi da 2 a 5.

Chi ha ricevuto la Certificazione Unica (CU) dall’INPS, contenente i dettagli dell’AUU, non deve indicare tali somme nella dichiarazione dei redditi. Questo perché le somme ricevute dall’Assegno unico non sono considerate reddito imponibile e sono quindi esenti da tassazione. In altre parole, la misura non contribuisce alla formazione del reddito ai fini dell’IRPEF, quindi è esente da imposte.

Modello 730 e le detrazioni: cosa cambia

Le modifiche all’Assegno unico sono state introdotte con la pubblicazione delle istruzioni per la compilazione del modello 730/2024. Queste modifiche hanno comportato l’assorbimento degli sconti IRPEF per i minori e delle maggiorazioni per i figli disabili nell’Assegno unico. Di conseguenza, le detrazioni per i figli a carico sono limitate a quelli di età superiore ai 21 anni che non hanno diritto all’AUU. L’Assegno unico ha sostituito la maggiorazione di 200 euro precedentemente concessa alle famiglie con più di tre figli. È stato inoltre incluso al suo interno il bonus di 1.220 euro previsto per le famiglie con più di 4 figli, insieme alle maggiorazioni per i figli con disabilità. 

Con questi cambiamenti si semplificano gli obblighi dichiarativi per i contribuenti e gli intermediari. L’Assegno unico universale è disponibile per i figli al di sotto dei 21 anni, previa presentazione di domanda all’INPS tramite una serie di documenti. Per i figli di età superiore ai 21 anni le detrazioni IRPEF continuano ad essere riconosciute e possono essere richieste tramite il modello 730. Nel modello 730 precompilato del 2024 la maggior parte dei dati sarà già inserita dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando le informazioni fornite nella Certificazione Unica inviata dai sostituti d’imposta entro il 18 marzo. Le regole per considerare a carico i familiari rimangono immutate: sono a carico i familiari che hanno percepito un reddito non superiore a 2.840,51 euro lordi nell’anno di riferimento. Per i figli fino a 24 anni il limite è di 4.000 euro.

Per avere maggiori informazioni sull’Assegno unico familiare e gli ultimi aggiornamenti oppure se sei alla ricerca di un consulente del lavoro contatta lo staff dello Studio Riitano.

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Calcolo della busta paga: cosa cambia nel 2022?

In seguito all’introduzione della riforma fiscale in Legge di Bilancio 2022, in vigore dal primo gennaio, numerosi sono i cambiamenti che i cittadini potranno riscontrare nel calcolo della propria busta paga. La riforma si dimostra coerente con l’operazione di taglio del cuneo fiscale a favore del lavoratore dipendente, per il quale le prossime buste paga saranno verosimilmente più alte: oltre alle nuove aliquote e alle nuove detrazioni, si aggiungono le nuove modalità del trattamento integrativo al reddito grazie a cui sarà possibile calcolare l’esatto ammontare dello sconto fiscale.

Calcolo dell’IRPEF in busta paga: nuovi scaglioni, aliquote e trattamento integrativo al reddito.

La riforma fiscale introduce innanzitutto nuovi scaglioni e nuove aliquote, con l’obiettivo di tutelare la forza lavoro dipendente. Il primo scaglione viene denominato “no tax area”, e prevede l’esenzione dalla tassazione per tutti coloro che abbiano un reddito annuo inferiore a €8.145.

Per i lavoratori con uno stipendio inferiore a €15.000 l’aliquota per calcolare l’IRPEF è pari al 23% ed è previsto un trattamento integrativo esentasse, mentre per chi percepisce uno stipendio compreso tra €15.000 e €28.000 l’aliquota è pari al 25% e il trattamento integrativo viene riconosciuto solo nel caso in cui l’importo delle detrazioni spettanti superi l’imposta lorda dovuta e per un ammontare non superiore a €1.200. In questo caso, i 1200€ previsti non spettano integralmente ma solo per la parte corrispondente alla differenza tra la somma delle detrazioni e l’imposta lorda e ogni contribuente deve calcolare la propria imposta, applicando tutte le detrazioni che gli spettano per capire se e in che misura ha diritto all’integrazione.

Non è infine previsto alcun trattamento integrativo al reddito per i lavoratori appartenenti ai due scaglioni più alti, ovvero quelli con un reddito compreso tra €25.000 e €50.000 e per coloro che percepiscono uno stipendio superiore a €50.000: per i primi l’aliquota necessaria per calcolare l’IRPEF ammonta al 35%, mentre per i secondi addirittura al 43%.

Calcolo dell’assegno unico familiare: una busta paga migliore per le famiglie numerose.

Un ulteriore cambiamento apportato dalla riforma fiscale riguarda ciò che il lavoratore dipendente non troverà più all’interno della sua busta paga: assegni familiari e detrazioni per figli a carico, entrambi sostituiti dall’introduzione dell’assegno unico familiare a partire da marzo 2022.

Assegno familiare unico che spetta a qualsiasi genitore che sia cittadino italiano o dell’Unione europea (o extracomunitario provvisto di permesso di soggiorno di lungo periodo o per motivi di ricerca) soggetto a imposizione fiscale in Italia, residente in Italia da almeno due anni (anche non continuativi) e titolare di un contratto di lavoro per almeno 6 mesi.

Al genitore che risulti idoneo per le suddette caratteristiche, spetta un assegno unico familiare per ogni figlio a carico, a partire dal 7° mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni, a patto che soddisfi una delle seguenti condizioni: frequenta un corso di formazione scolastica, professionale o un corso di laurea; svolge un tirocinio o attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore a €8.000; è registrato come disoccupato e in cerca di lavoro nei centri per l’impiego o svolge il servizio civile universale.

L’importo dell’assegno unico familiare varia a seconda dell’ISEE del nucleo familiare: nel caso di una ISEE inferiore a €15.000 ammonta a €175 mensili per i primi due figli e a €260 dal terzo figlio in poi; nel caso di una ISEE compresa tra €15.000 e €40.000, l’importo varia da €50 a €175 per i primi due figli e da €75 a €260 dal terzo figlio in poi; per i nuclei familiari con una ISEE superiore a €40.000, l’importo dell’assegno è pari a €50 per i primi due figli e €75 dal terzo figlio in poi.

Sono previste delle maggiorazioni riguardanti l’importo dell’assegno unico familiare nel caso di famiglie numerose con almeno 4 figli (€100 in più), nel caso in cui la madre abbia meno di 21 anni (€100 in più), nel caso in cui entrambi i genitori siano lavoratori (€30 in più) e in caso di presenza di figli con disabilità (€85-€105 in più).

Se hai bisogno di aiuto per calcolare la tua IRPEF, per sapere se ti spetti di diritto un trattamento integrativo al reddito o per richiedere il tuo assegno unico familiare, rivolgiti a Studio Riitano: da oltre 50 anni tra i migliori studi di consulenti del lavoro a Milano.