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Buoni pasto

Smart-Working-buoni-pasto
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Smart working e buoni pasto: chi li riceve e chi no

In base alla normativa in materia di smart working o lavoro agile (D.lgs. 81/2017), il lavoratore in smart working ha diritto allo stesso trattamento normativo e retributivo di colui che lavora in azienda. Per lo smart working e i buoni pasto, invece, le regole applicate al lavoro agile sono differenti, anche se ci sono delle eccezioni.

Buoni pasto e smart working: quando c’è l’obbligo?

Per quanto riguarda la questione smart working e buoni pasto, la prima cosa da fare è verificare quello che prevede il contratto firmato. Una differenza importante, in materia di buoni pasto e smart working, è tra l’erogazione autonoma dell’azienda e i ticket previsti dal contratto collettivo applicato o dal contratto individuale. In una sentenza di Cassazione (16135/2020) è stato precisato che, anche se l’attribuzione dei buoni pasto è una prassi aziendale consolidata negli anni, il datore di lavoro può decidere autonomamente, senza che il lavoratore vanti alcun diritto. Gestisci un’azienda e i tuoi lavoratori sono in smart working? Vuoi capire se hai l’obbligo dei buoni pasto? Per chiarirti le idee chiedi una consulenza allo Studio Riitano, che offre servizi legali per imprese e privati.

Chi ha diritto ai buoni pasto

Tecnicamente il buono pasto è un beneficio conseguente alle modalità concrete di organizzazione dell’orario di lavoro e non rientra nella retribuzione dal punto di vista normativo. Nell’ambito di smart working e buoni pasto, dunque, non dovrebbe sussistere alcun obbligo. In caso di regime agile chi ha diritto ai buoni pasto e in base a quali condizioni? Se l’agevolazione viene prevista dal contratto collettivo applicato o dal contratto individuale, in questo caso ogni modifica contrattuale va concordata tra le parti e può essere necessaria una contrattazione sindacale. Per comprendere i buoni pasto a chi spettano, occorre che il lavoro sia organizzato secondo precise scadenze orarie? Ci sono delle differenze tra aziende private e aziende ed enti pubblici? Rivolgiti agli esperti dello Studio Riitano.

Buoni pasto 2020
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Novità buoni pasto introdotte dalla legge di bilancio 2020

Nella Legge di Bilancio 2020, una delle principali novità che è stata introdotta riguarda i buoni pasto.  I ticket pasto, in formato cartaceo o elettronico, sono una delle modalità con cui il datore di lavoro può riconoscere servizi di ristoro ai propri dipendenti in sostituzione del servizio di mensa aziendale.

Buoni pasto: a chi spettano

I buoni pasto rientrano nei cosiddetti fringe benefits concessi dal datore di lavoro. Le aziende non sono obbligati a erogarli, a meno che questi strumenti non siano espressamente previsti nei contratti collettivi o nella contrattazione di secondo livello o individuale. Ma cosa sono esattamente i buoni pasto e a chi spettano? Consistono in documenti cartacei o elettronici che danno al lavoratore il diritto di ottenere, in esercizi convenzionati, la somministrazione di alimenti, bevande e prodotti alimentari pronti per il consumo per un importo pari al valore dello stesso buono. Possono essere dati a lavoratori subordinati o a coloro che hanno contratti di collaborazione. Possono essere assegnati anche se l’orario di lavoro non prevede la pausa pranzo? Incide la distanza tra la sede di lavoro e l’abitazione del dipendente o collaboratore? Per queste e altre domande richiedi una consulenza allo Studio Riitano, che offre diversi servizi a privati, aziende e imprenditori.

Buoni pasto: normativa 2020


In seguito alla Legge di Bilancio 2020 sono state introdotte delle novità per quanto riguarda i buoni pasto. Nel nuovo testo legislativo in materia sono contenute delle variazioni per quanto riguarda la detassazione sia dei buoni pasto cartacei sia di quelli elettronici. Nel primo caso, i ticket pasto possono essere detassati fino a 4 euro (in precedenza 5,29), nel secondo fino a 8 euro (in precedenza 7). Per i buoni pasto, la normativa prevede che, anche se soggetto, parzialmente, a contributi e tasse, il loro valore non sia considerato retribuzione. Possono configurarsi casi diversi, in base ai differenti contratti collettivi o aziendali? Per questo e altri quesiti, fai riferimento ai consulenti esperti del lavoro dello Studio Riitano. Contattali ora.