• Chi Siamo
  • Servizi
  • Politiche Attive
  • Ricerca Personale
    • Ricerca Candidati
  • Formazione
    • Corsi per aziende
    • Corsi per disoccupati
  • Blog
  • Contattaci
  • 02 27209934
  • 02 27207763
  • f.riitano@pigariitano.it
  • Via Santa Maria Rossa, 7 20132 - Milano
  • Chi Siamo
  • Servizi
  • Politiche Attive
  • Ricerca Personale
    • Ricerca Candidati
  • Formazione
    • Corsi per aziende
    • Corsi per disoccupati
  • Blog
  • Contattaci
Facebook Linkedin Instagram
  • Chi Siamo
  • Servizi
  • Politiche Attive
  • Ricerca Personale
    • Ricerca Candidati
  • Formazione
    • Corsi per aziende
    • Corsi per disoccupati
  • Blog
  • Contattaci
Facebook Linkedin Instagram

Cessazione lavoro

dimissioni riitano
news
Come comunicare le dimissioni all’ispettorato del lavoro

Spesso dimettersi e licenziarsi vengono usati come sinonimi, ma i verbi si riferiscono a situazioni diverse. Nello specifico, le dimissioni sono l’atto con cui il lavoratore comunica al datore di lavoro il proprio desiderio di recidere dal rapporto di lavoro.

Comunicare la cessazione del rapporto di lavoro

Così come avviene nell’ambito del licenziamento, deciso dal datore di lavoro, anche per quanto riguarda le dimissioni il dipendente esce dall’azienda, ma ciò avviene in modalità completamente diverse. Un dipendente sceglie di dimettersi, secondo atto libero e volontario, non soggetto a quanto stabilito dal datore di lavoro. Quest’ultimo, però, per legge, deve avere il tempo e la possibilità di riorganizzarsi a fronte della cessazione del rapporto professionale. Affinché non ci siano danni produttivi, nei vari contratti collettivi del lavoro è stata definita una tempistica da rispettare per rassegnare le dimissioni. Allo stesso tempo, ci sono vincoli e procedure standardizzate per effettuare le comunicazioni con correttezza e trasparenza. Rivolgetevi agli esperti dello Studio Riitano, specializzati in diritto del lavoro per aziende, dipendenti, imprenditori, liberi professionisti.

Dimissioni del dipendente e controllo dell’ispettorato del lavoro

Un dipendente può decidere di porre fine al rapporto di lavoro per cambiare realtà professionale o ruolo. Chi intende recidere dal contratto di lavoro non può farlo tramite carta stampata. Dal 2016, infatti, ogni lavoratore deve presentare le dimissioni volontarie solo in modalità telematica, dunque online, inviandole all’ispettorato territoriale del lavoro. Dovrà allegare, come documenti, una copia della carta di identità e la lettera di dimissioni debitamente datata e firmata. A fronte delle dimissioni telematiche il datore di lavoro è tenuto a inviare una comunicazione di cessazione del rapporto ai servizi per l’impiego. Cosa succede se il lavoratore non fornisce il preavviso dovuto? Le dimissioni possono essere date durante periodi protetti come la maternità o la malattia? Contattate Studio Riitano.

Che cos'è l'incentivo all'esodo
news
Cos’è l’incentivo all’esodo?

La cessazione di un rapporto lavorativo comporta, per il datore di lavoro, l’erogazione al dipendente di un incentivo all’esodo, oltre alle altre somme previste per legge: rate di tredicesima e di quattordicesima, in base al contratto collettivo sottoscritto, ferie e permessi non goduti, trattamento di fine rapporto e indennità sostitutiva al preavviso, in caso di licenziamento immediato. Tra le spettanze di fine rapporto, il TFR e l’incentivo all’esodo godono di una particolare disciplina contributiva e fiscale, a vantaggio sia del lavoratore che del datore di lavoro.

Quale tassazione per l’incentivo all’esodo?

L’incentivo all’esodo consiste in una somma concordata dalle parti alla conclusione di un rapporto di lavoro, con l’obiettivo di facilitare l’allontanamento del dipendente dall’azienda ed evitare successive azioni legali di rivalsa. In quest’ottica, la legge prevede una particolare tassazione dell’incentivo all’esodo: sotto il profilo contributivo, per questa somma non è previsto il pagamento di contributi all’Inps, mentre da un punto di vista fiscale, viene applicata una tassazione separata ovvero in base all’aliquota media relativa ai cinque anni precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro e non in base all’aliquota dell’anno in corso.

Cessazione del rapporto di lavoro: calcolo dell’incentivo all’esodo

Ma come si effettua il calcolo dell’incentivo all’esodo? Affinché la somma sia effettivamente congrua al reddito perso dal dipendente con la cessazione del rapporto di lavoro, è necessario considerare diversi fattori tra cui: lo stipendio annuo comprensivo di benefits, al lordo dei contributi Inps, l’età del lavoratore e le sue prospettive professionali o previdenziali, il percepimento di sussidi o altre indennità, la proiezione di eventuali spese legali in caso di contenzioso per licenziamento illegittimo.