Tutele e convalida delle dimissioni del lavoratore padre: le novità per il 2024

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Per sostenere i genitori lavoratori, la normativa prevede varie tutele fondamentali per la maternità e la paternità. Tra queste, si distinguono le dimissioni volontarie del padre, che comportano specifici adempimenti a seconda del momento in cui si verificano. In questo articolo, esploreremo i diversi scenari e le relative implicazioni.

Dimissioni del padre lavoratore durante il primo anno di vita del figlio: come funzionano

Se il padre lavoratore decide di dimettersi durante il primo anno di vita del figlio, non è necessario che presenti le dimissioni online. Deve invece comunicare per iscritto al datore di lavoro la sua volontà di interrompere il rapporto di lavoro. È inoltre tenuto a convalidare le dimissioni presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro. Anche nei casi in cui il rapporto di lavoro viene risolto consensualmente, la convalida delle dimissioni deve avvenire entro 30 giorni dalla comunicazione. 

Questa stessa procedura è prevista per i padri adottivi di minori, nonché per i lavoratori che hanno preso in affidamento un figlio o che sono coinvolti in adozioni internazionali. Quando il lavoratore effettua la convalida presso l’Ispettorato del Lavoro, è necessario che presenti i documenti di identità, il codice fiscale, il numero di cellulare, una copia della lettera di dimissioni con indicato l’ultimo giorno di lavoro e la ricevuta di accettazione da parte del datore di lavoro (ad esempio una firma), oltre all’indirizzo PEC del datore di lavoro e la sua partita IVA o codice fiscale.

Nel caso di un rapporto di lavoro domestico, la convalida delle dimissioni non è richiesta, così come nel periodo di prova. Durante il primo anno di vita del figlio, il lavoratore che presenta le dimissioni non è tenuto al periodo di preavviso, ma il datore di lavoro deve invece corrispondergli l’indennità sostitutiva di preavviso se il padre ha usufruito del congedo di paternità obbligatorio, operativo dal 12 agosto 2022, o quello alternativo, in situazioni come morte o grave infermità della madre, suo abbandono oppure l’affidamento esclusivo. Inoltre, nel caso in cui il lavoratore si dimetta durante il primo anno di vita del figlio, ha diritto anche alla NaspI: il datore di lavoro è tenuto a versare all’INPS il ticket di licenziamento.

Dimissioni del lavoratore padre dal primo al terzo anno di vita del figlio e altri dettagli utili

Quando un lavoratore padre di un figlio si dimette dopo il primo e fino al terzo anno di vita del bambino, si applica uno scenario leggermente diverso. Come nel caso precedente, non è richiesto il procedimento di dimissioni online, ma è sufficiente comunicare per iscritto al datore di lavoro la volontà di rescindere il contratto. Successivamente, si procede con la convalida presso l’Ispettorato del Lavoro. Tuttavia, in questa situazione, il lavoratore è tenuto al preavviso e, se non viene espletato, deve corrispondere un’indennità sostitutiva di preavviso. 

Durante la gravidanza e fino al primo anno di vita del bambino, il licenziamento del padre lavoratore è vietato. Questo divieto si estende anche ai lavoratori che usufruiscono del congedo di paternità, durante tutta la durata del congedo fino al primo anno di vita del figlio.

Inoltre, per quanto riguarda le novità del 2024 in termini di tutele per i genitori lavoratori, i dipendenti che hanno concluso il periodo di congedo di maternità o paternità dopo il 31 dicembre 2023 possono beneficiare della possibilità di usufruire (in modo alternativo) di 2 mesi di congedo parentale indennizzato dall’INPS al 80%.

Per ulteriori informazioni sulle dimissioni del lavoratore padre, contatta lo staff dello Studio Riitano.

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