La Legge di Bilancio 2026 introduce una delle misure fiscali più rilevanti degli ultimi anni in materia di retribuzione variabile, rafforzando ulteriormente il regime agevolato dei premi di produttività. La novità principale consiste nella riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva, che passa dal 5% all’1%, con applicazione alle somme erogate a partire dal 2026.
L’intervento del legislatore si inserisce in una strategia più ampia di sostegno ai salari e di incentivazione della produttività, con l’obiettivo di aumentare il netto percepito dai lavoratori senza determinare un aggravio dei costi per le imprese. Se approvata in via definitiva, la norma renderà i premi di risultato uno strumento ancora più centrale nella politica retributiva aziendale.
Cosa sono i premi di produttività
I premi di produttività, noti anche come premi di risultato, rappresentano una forma di retribuzione aggiuntiva collegata al raggiungimento di obiettivi aziendali specifici. La loro corresponsione è subordinata al miglioramento di indicatori misurabili e verificabili, come la produttività, la redditività, la qualità, l’efficienza o l’innovazione dei processi aziendali.
La disciplina di riferimento è contenuta nella Legge 208/2015, che definisce questi emolumenti come compensi variabili agevolabili sotto il profilo fiscale, a condizione che siano previsti da accordi di secondo livello e che rispettino precisi requisiti di misurabilità e trasparenza.
Novità principali della Legge di Bilancio 2026
La bozza della manovra 2026 prevede un rafforzamento strutturale del regime fiscale agevolato sui premi di produttività.
Sintesi delle modifiche
Voce | Regime 2025 | Regime 2026 |
Aliquota imposta sostitutiva | 5% | 1% |
Limite annuo agevolabile | 3.000 € (4.000 € con coinvolgimento paritetico) | 5.000 € |
Reddito massimo lavoratore | 80.000 € | 80.000 € |
Tipologia accordo | Secondo livello | Invariata |
Chi può beneficiare della tassazione agevolata
Il regime agevolato è riservato ai lavoratori dipendenti del settore privato, indipendentemente dalla categoria di inquadramento, purché il reddito da lavoro dipendente percepito nell’anno precedente non superi gli 80.000 euro. L’agevolazione non si estende ai lavoratori autonomi, ai collaboratori o ai soggetti parasubordinati.
La verifica del requisito reddituale deve essere effettuata al momento dell’erogazione del premio e, nella prassi, è opportuno acquisire una dichiarazione del lavoratore, soprattutto nei casi in cui vi siano stati più rapporti di lavoro nel corso dell’anno precedente.
Condizioni indispensabili per l’agevolazione
Per applicare l’imposta sostitutiva all’1% è necessario che:
- Esista un accordo collettivo qualificato
L’accordo deve essere sottoscritto:- da RSA/RSU;
- oppure da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
- Gli obiettivi siano definiti ex ante
Devono essere:- misurabili;
- verificabili;
- basati su indicatori oggettivi.
- L’accordo sia depositato telematicamente
Il deposito deve avvenire:- entro 30 giorni dalla firma;
- tramite la piattaforma del Ministero del Lavoro;
- prima dell’inizio del periodo di misurazione.
La mancata osservanza anche di uno solo di questi requisiti comporta la perdita dell’agevolazione e l’applicazione della tassazione IRPEF ordinaria.
Premi di produttività e welfare aziendale
La riduzione dell’aliquota all’1% incide anche sulle scelte dei lavoratori in merito alla conversione del premio in welfare aziendale. In passato, per il welfare aziendale la detassazione era nettamente più conveniente; con il nuovo regime, il vantaggio fiscale del premio monetario aumenta sensibilmente e la distanza tra le due opzioni si riduce.
Resta tuttavia una differenza rilevante sotto il profilo contributivo, che impone una valutazione attenta e personalizzata, in funzione della struttura del premio e delle esigenze del lavoratore.
Esempio pratico di calcolo con aliquota all’1%
- Premio di produttività lordo: € 1.500
- Aliquota sostitutiva 2026: 1%
- Imposta: € 15
Netto fiscale (al netto dei contributi): € 1.485
Rispetto al regime ordinario IRPEF, il vantaggio per il lavoratore è evidente e immediato.
Durata e struttura degli accordi
Gli accordi di produttività possono avere durata annuale oppure riferirsi a periodi più brevi, purché coerenti con la natura degli indicatori individuati. È fondamentale che l’ambito di applicazione sia collettivo e riferito a gruppi omogenei di lavoratori, evitando premi discrezionali o individuali.
Accordi costruiti su parametri generici o non verificabili espongono l’azienda al rischio di disconoscimento dell’agevolazione in sede di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria.
Premi di produttività: opportunità e rischi
L’introduzione della tassazione all’1% rafforza il ruolo dei premi di produttività come leva strategica per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori e migliorare la competitività delle imprese. Allo stesso tempo, una gestione non conforme può determinare conseguenze rilevanti, come il recupero delle imposte, l’applicazione di sanzioni e la perdita di benefici contributivi.
Per questo motivo, l’utilizzo di tali strumenti richiede un approccio strutturato e consapevole, che tenga conto sia degli aspetti fiscali sia di quelli giuslavoristici.
Il ruolo del Consulente del Lavoro
La progettazione e l’implementazione dei premi di produttività richiedono competenze specifiche in materia di diritto del lavoro, fiscalità e gestione del personale. Il supporto di un Consulente del Lavoro consente di strutturare accordi conformi alla normativa, verificare i requisiti soggettivi dei lavoratori e gestire correttamente tutti gli adempimenti formali.
Un’assistenza qualificata permette inoltre di massimizzare i benefici economici della misura, riducendo al minimo i rischi di contestazione.
Premi di produttività 2026: perché conviene pianificarli correttamente
La tassazione agevolata all’1% prevista per il 2026 rende i premi di produttività uno strumento particolarmente efficace per incrementare le retribuzioni nette e sostenere la produttività aziendale. Tuttavia, il pieno sfruttamento di questa opportunità passa attraverso una pianificazione accurata, una corretta costruzione degli accordi e il rispetto puntuale delle procedure previste dalla legge.
Solo una gestione consapevole e professionale consente di trasformare l’agevolazione fiscale in un reale vantaggio competitivo, garantendo sicurezza normativa per l’azienda e un beneficio concreto per i lavoratori.

