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Pensione

quattordicesima pensionati
Career  ·  Life  ·  news
Quattordicesima pensionati, quando arriva nel 2025 e come si calcola

La quattordicesima pensionati è una mensilità aggiuntiva che viene erogata ogni anno ai pensionati con redditi medio-bassi. Si tratta di una misura introdotta per aiutare chi ha una pensione contenuta ad affrontare le spese estive, fornendo un sostegno economico importante in un’unica soluzione.

Non tutti i pensionati ne hanno diritto: l’accesso alla prestazione dipende dall’età, dal reddito individuale e dagli anni di contributi maturati. L’obiettivo è tutelare il potere d’acquisto dei soggetti economicamente più fragili.

Quattordicesima quando arriva nel 2025

Uno dei quesiti più ricorrenti è: quattordicesima quando arriva? La risposta per il 2025 è chiara: l’importo verrà accreditato a inizio luglio, a partire da martedì 1 luglio, insieme alla pensione mensile. Questa data è valida per tutti i beneficiari dell’INPS.

A differenza dei lavoratori dipendenti, per i quali la data può variare a seconda del contratto, i pensionati ricevono la quattordicesima con una tempistica unica e standardizzata. Non esistono cedolini separati né ritardi dovuti a settori di appartenenza.

Quattordicesima pensionati a chi spetta: requisiti

La domanda “quattordicesima a chi spetta” si risolve considerando tre fattori principali: età, reddito e anzianità contributiva. Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che:

  • Hanno compiuto almeno 64 anni;
  • Non superano un reddito lordo personale annuo di 15.688,40 euro;
  • Hanno maturato un certo numero di anni di contributi (almeno 15 anni per gli ex dipendenti, 18 per gli ex autonomi).

Sono escluse dalla prestazione le pensioni assistenziali, come quelle di invalidità civile, e non si tiene conto del reddito del coniuge. Viene invece considerato tutto il reddito personale, tranne alcuni casi specifici come la casa di abitazione o le indennità di accompagnamento.

Come si calcola la quattordicesima pensionati

L’importo della quattordicesima della pensione dipende sia dalla fascia di reddito che dagli anni di contributi. Le somme sono suddivise in due grandi fasce: chi guadagna fino a 11.766,30 euro e chi guadagna fino a 15.688,40 euro.

Nel primo caso, l’importo varia da 437 euro (fino a 15 anni di contributi) a 655 euro (oltre 25 anni). Nel secondo caso, le somme sono più basse: da 336 a 504 euro. Per gli ex lavoratori autonomi valgono gli stessi importi, ma con soglie contributive più alte.

La quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità. Tuttavia, i contributi del coniuge deceduto vengono calcolati solo al 60%, quindi l’importo finale può risultare ridotto rispetto al normale.

Casi particolari e somme ridotte

Chi si colloca in una fascia di reddito intermedia, ovvero tra il minimo e il massimo previsto dalla normativa, riceverà una quattordicesima ridotta. In questi casi l’importo viene calcolato proporzionalmente, in base alla differenza tra il reddito del pensionato e il limite massimo previsto per l’erogazione intera.

È importante ricordare che la quattordicesima non costituisce reddito né ai fini fiscali né per altre prestazioni assistenziali. Non viene tassata, né influisce sul diritto ad altre agevolazioni.

Come ottenere assistenza sulla pensione

Per chi desidera sapere con certezza se ha diritto alla quattordicesima pensionati o per chiarimenti sugli importi, è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro a Milano. Lo Studio Riitano, da anni attivo nel settore, può offrire supporto mirato per valutare la propria posizione pensionistica e ottenere l’importo spettante

novità pensioni
news
Novità pensioni, Legge Fornero vs Quota100: tutti i pro e i contro

Quali sono le principali novità sulle pensioni e sui pensionamenti anticipati? Per pensione anticipata si intende il trattamento di pensione che consente ai lavoratori che hanno maturato un determinato requisito contributivo di conseguire l’assegno pensionistico prima di aver compiuto l’età prevista per la pensione di vecchiaia. 

Dal 2023 il ritorno della Legge Fornero

Il 31 dicembre scade Quota 102. Potrebbero esserci delle novità sulle pensioni con entrata in vigore dal 1° gennaio 2023. A partire da quella data, infatti, potrebbe tornare di nuovo alla ribalta la Legge Fornero del 2011. La disciplina che porta la firma dall’ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Monti, Elsa Fornero, ha fissato a 67 anni l’età di pensionamento.

La Legge Fornero prevede che possano andare in pensione anticipatamente gli uomini con almeno 42 anni di lavoro e 10 mesi di contributi alle spalle e le donne con 41 anni e 10 mesi. Oltre ad allungare i tempi necessari per andare in pensione, la riforma Fornero estende il metodo contributivo: le pensioni vengono erogate a tutti sulla base dei contributi effettivamente versati e non sull’importo dell’ultimo stipendio. Come cambieranno i calcoli contributivi dal 2023? Chiedete una consulenza a Studio Riitano. 

Quota100 vs Legge Fornero: differenze 

Dal 2012 a oggi ci sono state molte novità nelle pensioni, anche per quel che riguarda quelle anticipate. Successivamente, la Legge Fornero fu superata da Quota 100. Quest’ultimo provvedimento prevedeva la possibilità di andare in pensione in presenza di due requisiti principali: 62 anni di età anagrafica e almeno 38 anni di anzianità contributiva.

Nel 2022 è stata introdotta quota 102: il Governo ha aumentato di 2 anni il limite precedente per concedere il pensionamento a coloro che, entro la fine di quest’anno, avrebbero maturato un’anzianità contributiva di almeno 38 anni e un’età anagrafica di 64. Alcuni partiti vorrebbero Quota 104.

Altri spingerebbero per Quota 41, rendendo possibile uscire al 41° anno di versamenti a prescindere dall’età anagrafica. Contattate Studio Riitano, che offre a imprenditori, manager, dipendenti e freelance assistenza completa per tutti gli adempimenti relativi alle tematiche di lavoro.