Come si calcola e quanto vale lo scatto di anzianità in busta paga

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Gli scatti di anzianità, noti anche come aumenti periodici di anzianità, sono incrementi salariali determinati in base all’anzianità del lavoratore. In questo modo, il lavoratore viene premiato per l’esperienza accumulata nel tempo e la fedeltà dimostrata al datore di lavoro. 

Lo scatto di anzianità prevede un aumento della busta paga in base agli anni di servizio presso la stessa azienda. In questo articolo esploreremo nel dettaglio il suo funzionamento, come si calcola e qual è il suo valore.

Scatto di anzianità in busta paga: come funziona e quanto vale

Gli scatti di anzianità sono previsti nel corso della carriera di un dipendente. Si tratta di incrementi salariali, concessi in modo automatico al lavoratore in base alla sua anzianità di servizio. Sebbene possano essere interpretati come un costo aziendale, in realtà, gli scatti di anzianità rappresentano per l’azienda un investimento di valore. Costituiscono, infatti, una leva sulle performance dei dipendenti, stimolando la loro motivazione ed efficienza.

Lo  scatto di anzianità rappresenta una forma di gratificazione per il dipendente, quale incentivo per rimanere nella stessa azienda, migliorando le sue performance nel tempo. 

Gli aumenti periodici in busta paga per gli scatti di anzianità sono previsti dalla contrattazione collettiva nazionale. A seconda del contratto collettivo e in base alle condizioni specifiche negoziate, gli scatti di anzianità possono essere a cadenza biennale, quadriennale e triennale. Per esempio lo scatto di anzianità per i docenti è previsto ogni 5 anni se gli insegnanti hanno accumulato fino a 20 anni di servizio e ogni 6 se hanno superato i 20 anni di servizio. Per quanto riguarda gli scatti di anzianità nel contratto metalmeccanici, gli aumenti sono biennali, in cifra fissa mensile che varia da 18,49 euro a 40,96 euro a seconda del livello di inquadramento. Gli scatti di anzianità per  lavoratori domestici, colf e badanti, secondo il CCNL del lavoro domestico, spettano nella misura del 4% della paga base.

Ma come matura uno scatto di anzianità? Il primo requisito fondamentale è lo svolgimento continuo dell’attività per la medesima azienda. Esperienze lavorative con datori differenti non sono cumulabili per ottenere gli scatti di anzianità. Il calcolo dell’incremento in busta paga è determinato nell’ambito di un rapporto di lavoro singolo e quindi la continuità dell’attività lavorativa presso lo stesso datore. Nella situazione di riassunzione, gli scatti di anzianità maturati in precedenza non vengono garantiti. Ogni volta che si cambia datore di lavoro gli scatti vengono persi.

I lavoratori che hanno diritto a beneficiare degli scatti di anzianità sono coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, così come quelli con contratto a tempo determinato o di lavoro subordinato. Gli scatti di anzianità sono previsti indipendentemente dalla modalità di prestazione del lavoro, quindi sia per i lavoratori full-time, sia per quelli part-time, e la loro la maturazione non è interrotta da ferie, malattia, infortuni, congedi e periodi di cassa integrazione.  

Sussistono delle circostanze in cui gli scatti di anzianità non si possono maturare, come per esempio quando il dipendente è promosso a una qualifica superiore, situazione in cui lo scatto viene assorbito dall’aumento dettato dalla promozione. Inoltre, non sono soggetti allo scatto di anzianità determinati lavoratori con contratti differenti da quello subordinato, come i collaboratori coordinati e continuativi, i lavoratori autonomi, i tirocinanti e gli stagisti.

Come si calcola lo scatto di anzianità in busta paga

Per quanto riguarda il calcolo dello scatto di anzianità, la procedura parte dalla data di assunzione del dipendente. L’incremento retributivo determinato dall’aumento periodico di anzianità si riflette nella busta paga a partire dal mese successivo a quello in cui avviene lo scatto. Espresso in percentuale oppure in una cifra fissa, l’aumento in busta paga dipende dal CCNL di riferimento.

Ma quanto aumenta la busta paga con lo scatto di anzianità? Il valore dello scatto di anzianità di solito è pari al 4% della paga minima contrattuale. Per comprendere l’aumento che si percepirà con lo scatto di anzianità, è necessario individuare la paga minima contrattuale per la propria categoria lavorativa e moltiplicarla per il 4%.

Questi incrementi salariali, consistenti in somme che vanno ad aggiungersi al calcolo della retribuzione mensile del dipendente, vengono maturati in media ogni due o tre anni di lavoro per la medesima azienda. All’interno della busta paga si può verificare la maturazione degli scatti di anzianità.


Per avere maggiori informazioni sullo scatto di anzianità in busta paga, affidati allo Studio Riitano: contatta lo staff.

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