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Congedo maternità

ferie maternità e congedo
Career  ·  Certificazione parità di genere  ·  Life  ·  news
Ferie in maternità, ecco come funzionano e come alternarle al congedo

Il periodo della maternità rappresenta un momento fondamentale per ogni lavoratrice, e con esso nasce l’esigenza di conciliare il diritto al riposo con quello alla cura del neonato. In questo scenario, comprendere il funzionamento delle ferie in maternità diventa essenziale, soprattutto quando si desidera combinare queste congedi con altre forme di assenza dal lavoro, come la maternità facoltativa. In questo articolo vedremo nel dettaglio come maturano le ferie durante i diversi tipi di congedo, se e quando è possibile utilizzarle e come si riflettono sulla busta paga.

Come funzionano le ferie in maternità

La maturazione delle ferie in maternità dipende dalla tipologia del congedo di cui si usufruisce. Durante il congedo di maternità obbligatorio, ovvero il periodo che inizia solitamente due mesi prima del parto e si estende fino a tre mesi dopo la nascita del bambino, le ferie maturano regolarmente. In questo lasso di tempo, la lavoratrice continua ad accumulare non solo ferie, ma anche anzianità di servizio, scatti di anzianità e mensilità aggiuntive. Anche il congedo di paternità concesso al padre in sostituzione della madre prevede le stesse condizioni.

Diversa è la situazione nel caso della maternità facoltativa, più correttamente definita congedo parentale. In questo caso, le ferie in maternità facoltativa non maturano. La normativa prevede che questo tipo di congedo, retribuito parzialmente al 30%, non dia diritto all’accumulo di ferie, tredicesima o quattordicesima. La stessa logica vale per i periodi di allattamento: anche i riposi giornalieri non contribuiscono alla maturazione delle ferie.

Ferie dopo la maternità obbligatoria: quando conviene

Una volta concluso il congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice può scegliere tra diverse opzioni: rientrare al lavoro, richiedere il congedo maternità facoltativo, oppure utilizzare le ferie residue. In molti casi, la seconda opzione è preferibile per rimanere accanto al neonato mantenendo la retribuzione piena, cosa non sempre garantita dal congedo facoltativo, che è pagato solo al 30%.

Alternare ferie e congedo: come farlo correttamente

Utilizzare le ferie al posto del congedo parentale è possibile, ma richiede alcuni requisiti. Le ferie devono essere già maturate, e l’assenza va pianificata in accordo con l’azienda, tenendo conto delle esigenze organizzative. La collaborazione tra dipendente e datore di lavoro è fondamentale per garantire una gestione fluida e regolare delle assenze.

Ferie e maternità non si sovrappongono: cosa sapere

È importante sottolineare che ferie e maternità non possono essere fruite contemporaneamente. Durante i periodi di maternità – sia obbligatoria che facoltativa – non è consentito utilizzare le ferie. Lo stesso vale in caso di ferie collettive: se la lavoratrice è in maternità, quei giorni di riposo potranno essere goduti solo al termine del congedo.

Ferie in busta paga: attenzione alle differenze

Le ferie in busta paga maturano durante la maternità obbligatoria, ma non durante quella facoltativa. Questo si traduce in una differenza nel saldo ferie che viene riportata nei cedolini. È quindi fondamentale controllare attentamente i dati presenti in busta paga per evitare discrepanze e malintesi, affidandosi se necessario a un consulente o all’ufficio risorse umane.

Come pianificare ferie e maternità senza errori

Una gestione efficace delle ferie in maternità richiede pianificazione e trasparenza. È buona norma organizzare in anticipo i periodi di assenza, evitando sovrapposizioni e rispettando le normative. Le ferie maturate durante la maternità non vanno perse, ma devono essere godute entro i termini di legge.

La combinazione di ferie in maternità facoltativa e ferie ordinarie può essere una strategia utile per prolungare il tempo con il neonato, garantendo al tempo stesso stabilità economica. Tuttavia, per sfruttare al meglio questa possibilità è fondamentale conoscere i propri diritti e le regole previste dal contratto di lavoro.

Se desideri approfondire la gestione di ferie e congedi maternità nella tua azienda o vuoi ricevere supporto su misura per la tua situazione contrattuale, lo Studio Riitano è a disposizione per una efficace consulenza del lavoro a Milano con soluzioni personalizzate e un’assistenza professionale completa.

Contratto di sostituzione maternità
Certificazione parità di genere  ·  news
Contratto di sostituzione maternità e paternità: riduzione dei premi dovuti e incentivi 2021

 

La legge di Bilancio 2021 ha previsto alcune novità e modifiche per contratto di sostituzione maternità, congedo di paternità, bonus dedicati alle famiglie, bonus bebè e vari altri aspetti legati ai genitori lavoratori.

Congedo maternità 2021: che cosa cambia

Per il 2021 è stato aumentato di 50 milioni di euro il Fondo per le politiche della famiglia per misure organizzative da adottare in azienda per favorire il rientro al lavoro delle lavoratrici dopo il parto. Ai datori di lavoro con meno di venti dipendenti che assumono lavoratori con contratto di sostituzione maternità a tempo determinato (anche tramite agenzia), è concesso uno sgravio contributivo del 50% per un massimo di dodici mesi. Come possono fare le aziende interessate per beneficiare della riduzione in caso di contratto di contratto a tempo determinato per chi sostituisce un lavoratore in maternità o paternità? E se l’impresa ha più di 20 dipendenti? Possono darti queste e altre informazioni gli esperti dello Studio Riitano, che offrono servizi di consulenza legale a privati, dipendenti, liberi professionisti, aziende e imprenditori.

 

Bonus maternità: cosa prevede la Legge di Bilancio 2021

Tra le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2021, oltre a quello che è previsto per il contratto di sostituzione di maternità, per quanto riguarda il congedo di paternità c’è l’aumento a 10 giorni, dai 7 previsti precedentemente, della durata dello stesso congedo, potendone usufruire entro i 5 mesi dalla nascita del figlio. Per il padre lavoratore dipendente viene inoltre confermata la possibilità di astenersi facoltativamente dal lavoro per un periodo ulteriore di un giorno. Viene poi esteso il congedo di paternità ai casi di morte perinatale. Una delle domande principali è a quanto ammonta il bonus maternità. Si tratta di un contributo pari a 800 euro una tantum. È erogato indipendentemente dal reddito del nucleo familiare, ma dalla certificazione che va presentata deve risultare che la donna ha concluso il settimo mese di gravidanza. Può essere richiesto anche dopo il parto? Come funzionano, invece, il bonus bebè e le agevolazioni per gli asili nido? Contatta lo Studio Riitano.