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Certificazione unica

dichiarazione dei redditi documenti e costi
Career  ·  Life  ·  news
Dove fare la Dichiarazione dei redditi 2025: documenti necessari e costi

Con l’arrivo del 2025, milioni di contribuenti italiani si preparano a presentare la propria dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2024. La domanda che molti si pongono è: dove fare dichiarazione dei redditi? Le opzioni disponibili sono diverse – CAF, commercialista o direttamente online con il modello 730 precompilato – e ognuna ha vantaggi, costi e documenti richiesti specifici. In questo articolo, vediamo nel dettaglio come orientarsi nella scelta, cosa preparare e quali sono le novità da tenere d’occhio.

Dove fare dichiarazione dei redditi nel 2025: tutte le opzioni

Se ti stai chiedendo dove fare la dichiarazione dei redditi 2025, hai tre possibilità principali. La prima è rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale), che offre servizi a costi contenuti e spesso gratuiti per lavoratori dipendenti e pensionati iscritti a un sindacato. La seconda opzione è affidarsi a un commercialista, soluzione indicata per chi ha situazioni fiscali complesse, come redditi da affitto, attività autonome o detrazioni articolate. Infine, per chi vuole gestire tutto in autonomia, esiste la modalità del 730 precompilato online, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Ogni modalità ha vantaggi e svantaggi. Il CAF garantisce supporto a basso costo ma può avere tempi di attesa lunghi. Il commercialista offre consulenze personalizzate ma ha tariffe più alte. Il 730 precompilato online è pratico e gratuito, ma richiede una buona dimestichezza con gli strumenti digitali.

Documenti necessari per la dichiarazione dei redditi

Indipendentemente dal canale scelto, è essenziale sapere cosa serve per la dichiarazione dei redditi 2025. I documenti variano in base alla situazione personale e familiare, ma in generale dovrai portare:

  • Documento d’identità e codice fiscale;
  • CUD/Certificazione Unica per lavoratori dipendenti e pensionati;
  • Documenti relativi a redditi da locazione, investimenti, immobili;
  • Spese detraibili e deducibili (mediche, scolastiche, mutui, ristrutturazioni);
  • Eventuali moduli per bonus e agevolazioni fiscali.

Nel caso del 730 precompilato online, molti di questi dati sono già inseriti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, ma è importante verificare ogni voce, soprattutto per le spese sanitarie, i dati catastali e le detrazioni familiari.

Scadenze da rispettare e novità 2025

La dichiarazione dei redditi 2025 può essere presentata dal 30 aprile al 31 ottobre se inviata in via telematica. Se si utilizza la modalità cartacea tramite uffici postali, la finestra è più ristretta: dal 30 aprile al 30 giugno.

Tra le principali novità 2025, troviamo l’introduzione di nuove detrazioni (come il bonus tredicesima e l’aumento della detrazione per lavoro dipendente), la rimodulazione delle aliquote IRPEF in tre scaglioni e importanti aggiornamenti sulla tassazione dei frontalieri, dei lavoratori sportivi e sulle locazioni brevi. Queste modifiche possono influire sensibilmente sulla propria posizione fiscale e sul rimborso o sul saldo a debito.

Costi della dichiarazione dei redditi: CAF, commercialista o online?

I costi per la dichiarazione dei redditi dipendono dal canale scelto. Presso un CAF, la spesa media oscilla tra i 30 e i 60 euro, ma può essere gratuita per determinate categorie di lavoratori. I commercialisti applicano tariffe più elevate, tra i 70 e i 150 euro, a seconda della complessità del caso. Il 730 precompilato online è gratuito, ma può comportare rischi se non si è certi della correttezza dei dati inseriti o se si ignora la possibilità di modificarli.

Saper scegliere tra dichiarazione dei redditi CAF, dichiarazione dei redditi commercialista e 730 precompilato online dipende quindi dalla propria situazione fiscale e dal livello di autonomia nella gestione dei documenti.

Dove conviene fare la dichiarazione dei redditi 2025

Scegliere dove fare dichiarazione dei redditi non è solo una questione di costi, ma anche di efficienza e sicurezza. Chi ha una situazione semplice può gestire tutto online o rivolgersi a un CAF, mentre chi ha redditi complessi farebbe bene a rivolgersi a un professionista. Qualunque sia la scelta, è fondamentale prepararsi per tempo, avere a disposizione tutti i documenti richiesti e rispettare le scadenze.

Per un’assistenza professionale e personalizzata nella compilazione della dichiarazione dei redditi, si consiglia di affidarsi a dei consulenti del lavoro a Milano.Lo Studio Riitano offre supporto sia per privati che per aziende, con servizi mirati e aggiornati alle ultime normative fiscali.

Modello 730 a debito con due Certificazioni uniche
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Modello 730 a debito con due Certificazioni uniche: ecco cosa fare

Quando si cambia lavoro, ci si può trovare con due certificazioni uniche (CU) che includono un debito IRPEF. Questa situazione si verifica perché ciascun datore di lavoro applica l’IRPEF solo sul reddito prodotto con lui. Esploreremo in questo articolo la circostanza in questione nel dettaglio e le azioni da intraprendere.

Modello 730: come evitare di andare a debito con due CUD

In un mondo del lavoro in costante evoluzione, è comune cambiare posizione, anche per chi è assunto con contratto di subordinazione. I dipendenti hanno la libertà di scegliere se trasferirsi da un’azienda all’altra, ma è importante considerare che questo può generare un debito fiscale nel conguaglio.

Nei casi dei dipendenti, infatti, il datore di lavoro agisce come sostituti d’imposta e quindi, quando un lavoratore assume una nuova posizione, potrebbe trovarsi con due certificazioni uniche, generando un debito nella dichiarazione dei redditi. In questa situazione, il lavoratore spesso finisce per pagare un’aliquota IRPEF inferiore rispetto a quella effettiva, poiché ogni sostituto d’imposta calcola l’IRPEF solo sul reddito prodotto sotto la sua gestione, senza considerare quello ricevuto da altri datori. È proprio questa discrepanza che genera un debito fiscale. 

Fortunatamente, si tratta di una situazione comune e facilmente risolvibile. Il lavoratore può pagare il debito entro l’anno di riferimento e informare il datore della propria situazione. È possibile chiedere al datore di applicare una trattenuta più alta, il che di solito è realizzabile all’inizio dell’anno, ed effettuare delle ritenute sul cumulo dei redditi, al fine di evitare un conguaglio troppo elevato nella dichiarazione dei redditi.

Certificazione unica: altri dettagli del modello 730/2024 a debito con due o più CU

Avere più certificazioni uniche (CUD) non riguarda solo chi ha cambiato lavoro nell’anno in corso, ma anche chi ha svolto più lavori contemporaneamente, ha perso il proprio impiego percependo la NASPI, è stato in cassa integrazione oppure ha visto scattare la pensione.  

Con l’avvio della stagione della dichiarazione dei redditi, molti lavoratori si trovano ad affrontare il rischio di ritrovarsi con il modello 730/2024 a debito. Questo scenario si presenta soprattutto per coloro che hanno avuto più sostituti d’imposta e quindi possiedono 2, 3 CUD o più. Se si hanno redditi erogati da datori differenti che non vengono conguagliati direttamente, in sede di dichiarazione dei redditi si rischia di dover affrontare un conguaglio a debito: questo avviene perché i redditi percepiti si sommano e ciò può portare all’aumento degli scaglioni dell’IRPEF da versare, determinando così un saldo a debito con l’erario.

La presenza di una doppia certificazione unica può influenzare l’ex Bonus Renzi, portando alla sua restituzione. Questo bonus, originariamente di 80 euro, era un incentivo destinato ai lavoratori con redditi fino a 15.000 euro, ma, grazie alla clausola di salvaguardia, nel 2020 è stato sostituito da un bonus IRPEF pari a 100 euro ed esteso ai lavoratori con redditi fino a 28.000 euro, solo nel caso in cui determinate detrazioni siano superiori all’imposta dovuta.

Per ottenere ulteriori informazioni sul modello 730 a debito con due o più certificazioni uniche, o se stai cercando un consulente del lavoro a Milano, rivolgiti allo staff di Studio Riitano

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Certificazioni Uniche 2024, quando arrivano e istruzioni per la lettura

La Certificazione Unica è uno strumento cruciale utilizzato dai sostituti d’imposta, che attesta una serie di redditi, tra cui quelli da lavoro dipendente e assimilati, lavoro autonomo, provvigioni, redditi diversi e corrispettivi derivanti dai contratti di locazioni brevi. In questo articolo, esamineremo tutte le novità previste per le Certificazioni Uniche del 2024 e il termine entro il quale devono essere inviate.

Certificazione Unica 2024: istruzioni e specifiche tecniche, le novità

La scadenza per la consegna della Certificazione Unica si avvicina. La CU deve essere rilasciata al percettore delle somme e i sostituti d’imposta sono tenuti a trasmetterla telematicamente all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello “ordinario”.  

Per l’anno in corso, è stato approvato il modello Certificazione Unica 24, completo di istruzioni e specifiche tecniche. La CU 2024 porta con sé diverse novità, tra cui la tassazione agevolata prevista per le mance dei lavoratori dipendenti nel settore turistico, l’innalzamento a 3.000 euro dei fringe benefit per i lavoratori con figli a carico e la riorganizzazione del lavoro sportivo dilettantistico e professionistico. Inoltre, è prevista l’indicazione del trattamento integrativo speciale per i lavoratori del settore turistico, termale e ricettivo e nel comparto difesa è stata rideterminata la riduzione dell’Irpef.

Come consuetudine, la CU dovrà essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo. È stato approvato il frontespizio per la trasmissione telematica dei dati anagrafici del soggetto tenuto alla comunicazione dei dati contenuti nelle Certificazioni Uniche e dell’incaricato alla trasmissione. Inoltre, è stato introdotto il quadro “CT” da utilizzare per indicare la sede telematica dove ricevere il flusso contenente i risultati finali delle dichiarazioni relative al modello 730-4 e 730-4 integrativo.

Entro il 16 marzo, i sostituti d’imposta devono presentare le Certificazioni Uniche per attestare una serie di redditi, tra cui quelli da lavoro dipendente e assimilati, lavoro autonomo, redditi diversi, provvigioni, contributi previdenziali e assistenziali, nonché le ritenute, le detrazioni effettuate e i corrispettivi derivanti dai contratti di locazioni brevi. La Certificazione Unica 2024 è destinata anche a dichiarare i redditi corrisposti nel 2023 che non hanno concorso alla formazione dell’imponibile ai fini fiscali e contributivi, nonché i dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta agli enti previdenziali.  

Se il sostituto d’imposta ha emesso la Certificazione Unica prima dell’introduzione del nuovo modello 2024, dovrà consegnare un nuovo documento entro il 16 marzo. Questo documento includerà i dati certificati nel formato previsto per la CU 2024. La trasmissione telematica delle Certificazioni Uniche, che includono redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata, deve avvenire entro il 31 ottobre 2024.

Cosa succede se non viene fatta la Certificazione Unica

Nel caso di omessa presentazione della Certificazione Unica, è prevista una sanzione di 100 euro per ogni CU non presentata, con un massimo di 50.000 euro complessivi. Se la presentazione avviene in ritardo, entro 60 giorni dalla scadenza, le sanzioni sono ridotte: sono previsti 33,33 euro per ogni CU non presentata, fino a un massimo di 20.000 euro. Per omesso versamento di ritenute superiori a 50.000 euro per ogni periodo d’imposta, oltre alla sanzione amministrativa, è prevista anche una sanzione penale, che può comportare una reclusione da 6 mesi a 2 anni. 

Quando la Certificazione Unica è errata, è possibile correggerla entro 60 giorni dalla scadenza con sanzioni ridotte pari a 33,33 euro per ogni CU. Se il termine di 60 giorni è superato, si applica la sanzione completa di 100 euro per ogni CU errata. Nel caso in cui il percipiente non riceve la Certificazione Unica, può fare richiesta formale via PEC al sostituto d’imposta.


Per avere maggiori informazioni sulle Certificazioni Uniche 2024 o sei alla ricerca di un consulente del lavoro, contatta lo staff dello Studio Riitano.

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Certificazione unica, duplice adempimento per il 2016

La Certificazione unica 2016 si sdoppia. Questa la principale novità rispetto allo scorso anno. Previsto, infatti, un duplice adempimento a carico dei sostituti d’imposta che avranno l’obbligo di predisporre due certificazioni: un modello «Cu sintetico», da consegnare entro il 29 febbraio (il 28 è domenica) ai lavoratori interessati, e una certificazione denominata «Cu ordinario» da trasmettere telematicamente entro il 7 marzo all’ Agenzia delle Entrate. In quest’ultimo modello confluiscono molti dati che fino all’anno scorso erano inviati in sede di presentazione del modello 770 semplificato come, ad esempio, le informazioni sull’assistenza fiscale e sul trattamento di fine rapporto. Nel dettaglio sulle pagine de Il Sole24Ore dell’8 febbraio come e in quale modello compilare i dati.