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Retribuzione

ccnl-commercio
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CCNL Commercio: come cambia la retribuzione dopo il rinnovo

Dopo quattro anni, è stato rinnovato il contratto Terziario Commercio servizi di Confcommercio. Lo scorso 22 marzo 2024 è stato sottoscritto l’accordo, prevedendo cambiamenti nella retribuzione e altri interventi che approfondiremo in questo articolo.

CCNL Commercio e la retribuzione: le ultime novità

Lo scorso 22 marzo 2024 è stato rinnovato il CCNL dei dipendenti delle aziende del Terziario, Commercio, Distribuzione e Servizi, che coinvolge all’incirca 3 milioni di lavoratori.

La novità è stata annunciata da Confcommercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: il nuovo contratto collettivo sarà valido dal 1° aprile 2023 al 31 marzo 2027 e prevede cambiamenti nella retribuzione e altri interventi rilevanti. La sottoscrizione arriva dopo una lunga attesa, durata quattro anni: l’ultimo accordo risale al 2019, anche se c’è stato un intervento parziale con il Protocollo straordinario di settore nel 2022. Quest’ultimo ha comportato modifiche significative dal punto di vista economico, come aumenti in busta paga.

A marzo 2024 è stato rinnovato il contratto collettivo del Commercio che prevede un aumento dei minimi retributivi, pari a 240 euro per il quarto livello di inquadramento e da riparametrare per tutti gli altri livelli, come indicato nelle tabelle retributive del CCNL Commercio. Allo scopo di compensare la lunga carenza contrattuale, è stata prevista una somma una tantum pari a 350 euro per il quarto livello (da riparametrare per tutti i livelli) che sarà erogata in due importi a luglio 2024 e a luglio 2025. Questo importo potrà essere riproporzionato a seconda del periodo prestato da gennaio 2022 a marzo 2023 e in base alla durata del rapporto. L’importo forfettario aggiuntivo sarà ridotto proporzionalmente per i casi di assenze o aspettative non retribuite, part-time, sospensioni e  riduzioni dell’orario di lavoro e, inoltre, sarà utile ai fini del computo di alcuni istituti contrattuali, compreso il T.F.R.

CCNL Commercio e il rinnovo: gli altri interventi

Oltre ai cambiamenti sulla retribuzione, il rinnovo del CCNL del Commercio presenta una serie di altre novità significative. Queste includono la modifica del sistema di classificazione del personale, l’adeguamento dei contratti a termine alle recenti novità legislative, l’aumento dell’indennità per le clausole relative al part-time delle lavoratrici, interventi sulla contribuzione alla sanità integrativa e miglioramenti per i congedi per le donne vittime di violenza. Tra le misure previste, in particolare sono state introdotte novità in merito al contratto a tempo determinato e alle sue causali. 

Dal punto di vista del welfare contrattuale è previsto un aumento di 3 euro della quota a carico del datore del contributo obbligatorio a favore del Fondo EST, a decorrere dal 1° aprile 2025. Il nuovo CCNL Commercio prevede una particolare attenzione nella classificazione del personale alle mansioni legate ai settori delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), pubblicità e marketing, dando ulteriore spazio a queste categorie. 

Nel nuovo accordo, per promuovere la parità di genere e una distribuzione equa dei carichi familiari, il tempo richiesto per i congedi parentali è ridotto da un preavviso di almeno 15 giorni a soli 5. Inoltre, è stata introdotta una disciplina specifica sui congedi per donne vittime di violenza di genere, prevedendo che il relativo periodo di fruizione sia computato ai fini dell’anzianità di servizio, della maturazione delle ferie, delle mensilità aggiuntive e del trattamento di fine rapporto. È  prevista anche la possibilità della lavoratrice di richiedere il passaggio da tempo pieno a tempo parziale o il trasferimento in altra sede lavorativa.

Per avere maggiori informazioni sul CCNL Commercio e il suo rinnovo o se siete alla ricerca di un consulente del lavoro contattate lo staff dello Studio Riitano.

superminimo assorbibile
news
Che cos’è il Superminimo assorbibile in busta paga?

Il superminimo assorbibile è una voce della retribuzione riconosciuta in busta paga dal datore di lavoro, frutto di un accordo ad personam con il lavoratore. Incide su tassazione, ferie e permessi, scatti di anzianità, tredicesime ed eventuali quattordicesime. Può essere tolto e si riduce per effetto dei rinnovi dei ccnl.

Superminimo individuale in busta paga, cosa s’intende?

Per superminimo assorbibile, dunque, s’intende una somma aggiuntiva rispetto alla paga minima contrattuale che viene attribuita per particolare capacità del lavoratore e che risulta in busta paga. Il superminimo assorbibile può essere riconosciuto a livello individuale o collettivamente per tutti i dipendenti dell’impresa.

In particolare, viene riconosciuto ad personam in busta paga in nome di:

  • Abilità tecniche e professionali;
  • Background o esperienze lavorative pregresse;
  • Sfide o difficoltà associate al ruolo ricoperto;
  • Aumento della retribuzione rispetto a quanto ricevuto dal precedente datore di lavoro;
  • Prestazioni e successi del dipendente.

Qual è la differenza tra superminimo assorbibile e non assorbibile?

Possono però configurarsi casi di superminimo non assorbibile quando datore di lavoro e dipendente stabiliscono con una clausola nel contratto che il superminimo non è assorbibile.

Ugualmente, non è assorbibile se il ccnl del settore di riferimento prevede che l’aumento retributivo o alcuni elementi della retribuzione non siano assorbibili da eventuali superminimi individuali. Il superminimo, inoltre, non può essere assorbito dagli aumenti per scatti di anzianità lavorativa.

Avete dei dubbi in proposito? Ve li chiariscono gli esperti dello Studio Riitano. Richiedete una consulenza.

Superminimo assorbibile e retribuzione in busta paga

Il superminimo assorbibile è una voce retributiva aggiuntiva ed eventuale rispetto al minimo contrattuale e concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente. È fiscalmente imponibile, utile per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali e per determinare la retribuzione ai fini del TFR.

Incide anche nella retribuzione per il calcolo di straordinari, ferie, permessi, la tredicesima e l’eventuale quattordicesima. Il superminimo, inoltre, può essere assorbito da futuri aumenti contrattuali previsti nei rinnovi dei contratti collettivi oppure dal passaggio di livello del lavoratore, a meno che l’azienda e il dipendente non si siano accordati in modo diverso in precedenza.

Il superminimo viene riconosciuto se un lavoratore passa a una nuova ditta che subentra alla precedente gestione? E cosa succede in caso di caso di cessione d’azienda? Contattate Studio Riitano.

Tassazione superminimo busta paga, come funziona?

Un’altra delle domande più frequenti sul superminimo individuale è sicuramente “Il superminimo assorbibili è tassato? E se si, come funziona la tassazione del superminimo assorbibile?”

Gli importi riconosciuti come superminimo dall’accordo tra datore e dipendente sono soggette a trattenute per contributi INPS e tassazione IRPEF così come tutti gli altri elementi di retribuzione.