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Isee

isee titoli di stato e buoni postali
Assetti Organizzativi  ·  Life  ·  news
Isee 2025, cosa cambia per titoli di Stato e buoni postali

Dal mese di aprile 2025, il calcolo dell’ISEE 2025 sarà interessato da una modifica di grande rilevanza: alcune tipologie di strumenti finanziari, come i titoli di Stato e i buoni fruttiferi postali, saranno escluse dal patrimonio mobiliare preso in esame. Una svolta che promette maggiore equità nella valutazione economica delle famiglie italiane e che potrebbe ampliare l’accesso a molte prestazioni sociali.

Le nuove regole ISEE e il patrimonio escluso

Le novità sull’ISEE 2025 sono state annunciate dall’INPS e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in attuazione della Legge di Bilancio 2024. A partire da aprile, non verranno più considerati nel calcolo ISEE i seguenti strumenti, fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare:

  • titoli di Stato;
  • buoni fruttiferi postali;
  • libretti di risparmio postale.

L’esclusione sarà valida solo entro il tetto stabilito. Ciò significa che chi possiede questi strumenti finanziari potrà vedere ridotto il valore dell’ISEE, migliorando la propria posizione nell’accesso ai bonus e alle agevolazioni. È una misura che tiene conto della natura prudenziale e poco speculativa di questi strumenti, spesso utilizzati come forme di risparmio sicuro da famiglie con redditi medio-bassi.

Nuovo modello DSU da aprile: cosa sapere

Con l’introduzione delle nuove regole ISEE, verrà rilasciato un modello aggiornato della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) a partire da aprile 2025. Tuttavia, chi ha già presentato la DSU nei primi mesi dell’anno, continuerà a beneficiare della validità dell’attestazione fino alla scadenza naturale (31 dicembre 2025). Resta comunque la possibilità di richiedere una nuova certificazione ISEE secondo i nuovi criteri.

Per chi desidera ottenere subito un’idea dell’impatto delle modifiche, sarà possibile effettuare il calcolo ISEE online utilizzando le simulazioni aggiornate, che terranno conto dell’esclusione dei suddetti strumenti dal patrimonio mobiliare.

Isee 2025: un’opportunità per più famiglie

L’adeguamento dell’ISEE 2025 rappresenta un cambiamento significativo nella logica con cui si valutano le reali condizioni economiche delle famiglie. Le nuove regole ISEE mirano a favorire chi risparmia con strumenti sicuri, premiando comportamenti finanziari responsabili. La riforma dovrebbe migliorare l’accesso a servizi pubblici come asili nido, mense scolastiche, borse di studio e altri contributi statali.

La scelta di escludere fino a 50.000 euro di risparmio in titoli di Stato o buoni postali si inserisce in un contesto più ampio di sostegno alla stabilità finanziaria delle famiglie e di promozione dell’inclusione sociale. Il messaggio è chiaro: possedere risparmi non deve automaticamente penalizzare l’accesso alle prestazioni, se quei risparmi derivano da strumenti a basso rendimento e non speculativi.

Per orientarsi tra le nuove regole ISEE, aggiornare correttamente la DSU o effettuare un calcolo ISEE online affidabile, è sempre consigliabile rivolgersi a chi conosce bene il sistema fiscale. Lo Studio Riitano è al fianco delle famiglie per chiarire ogni dubbio e ottimizzare la propria posizione ISEE secondo le nuove normative.

chi e in quali casi può detrarre le bollette luce e gas
Life  ·  news
Chi e in quali casi può detrarre le bollette luce e gas

Le detrazioni delle bollette luce gas non spettano alle famiglie, ai lavoratori dipendenti né ai pensionati. In pratica, se l’utenza è legata a un’abitazione privata, le spese sostenute per la fornitura di energia elettrica e gas non sono detraibili in dichiarazione dei redditi, né nel modello 730 né in altri moduli. Le cose cambiano, però, se si tratta di un’attività professionale o imprenditoriale.

Chi può detrarre le bollette luce gas

Possono portare in deduzione le bollette luce gas:

  • i lavoratori autonomi con partita IVA in regime ordinario;
  • i liberi professionisti;
  • le imprese e gli studi professionali.

È fondamentale che le utenze siano legate a finalità produttive. Un artigiano, per esempio, potrà dedurre le spese sostenute per il suo laboratorio, ma non quelle dell’appartamento dove vive.

Chi aderisce al regime forfettario non ha diritto ad alcuna detrazione: questo regime, infatti, prevede un’imposizione agevolata che non contempla spese detraibili o deducibili, incluse quelle relative all’energia.

Lavoro da casa: quando è possibile detrarre

Un’eccezione riguarda i liberi professionisti che lavorano da casa. In questo caso, se l’immobile è adibito in parte all’attività e in parte ad abitazione, si parla di uso promiscuo. Le bollette luce gas possono essere detratte al 50%, ma solo rispettando alcune condizioni:

  • l’utenza deve essere intestata al titolare della partita IVA;
  • il contratto deve essere di tipo business;
  • il professionista non deve disporre di altri locali per esercitare la propria attività;
  • le fatture devono essere tracciabili e conservate a fini fiscali.

Questo meccanismo permette una deduzione parziale dei costi, offrendo un piccolo ma utile risparmio sul totale delle spese detraibili.

Nessuna detrazione per le famiglie, ma arrivano i contributi

Per le utenze private, non è prevista alcuna detrazione fiscale. Tuttavia, il governo ha introdotto misure di sostegno per contenere l’impatto del caro-bollette. Tra queste, un contributo straordinario di 200 euro per chi ha un ISEE fino a 25.000 euro, che può salire a 500 euro per chi già percepisce il bonus sociale. Inoltre, è stato previsto un rinvio di due anni per il passaggio obbligatorio al mercato libero per le famiglie vulnerabili.

Le imprese, invece, hanno beneficiato di un pacchetto di agevolazioni energetiche pari a circa 3 miliardi di euro, destinato soprattutto a PMI e aziende energivore, con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle bollette luce gas sui bilanci aziendali.

Per valutare le detrazioni ammesse nel tuo caso o per ottenere assistenza nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, è sempre utile affidarsi a un professionista esperto. Lo Studio Riitano è a disposizione per guidarti nel labirinto delle spese detraibili legate all’energia e non solo.

buoni postali esclusi da Isee
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Isee 2025, i buoni postali sono esclusi: le nuove regole di calcolo

Negli ultimi anni, il calcolo dell’ISEE ha subito diversi cambiamenti, ma la modifica più significativa del 2025 riguarda l’esclusione dal computo di alcuni investimenti finanziari. In particolare, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio fino a 50.000 euro non verranno più considerati nel calcolo dell’ISEE. Una novità che può incidere notevolmente sulla possibilità di accedere a bonus e agevolazioni statali. Vediamo nel dettaglio cosa cambia, come aggiornare l’ISEE e quali sono le modalità per richiederlo con le nuove regole.

ISEE 2025: esclusione dei buoni postali, cosa cambia

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro che determina l’accesso a numerosi benefici, tra cui assegno unico, bonus bollette, esenzioni sanitarie e riduzioni delle tasse universitarie.

La Legge di Bilancio dello scorso anno aveva previsto l’esclusione di alcuni investimenti finanziari dal calcolo dell’ISEE, ma mancava il Decreto attuativo. Ora, con il DPCM firmato dalla Presidente del Consiglio, la misura è in fase di attuazione e si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il principale cambiamento previsto dal Regolamento ISEE 2025 è escludere i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio fino a 50.000 euro. Questa esclusione non è automatica, ma deve essere richiesta tramite un aggiornamento della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).

L’obiettivo della riforma è incentivare il risparmio, premiando chi investe in prodotti finanziari garantiti dallo Stato con l’abbassamento del proprio ISEE. Tuttavia, è fondamentale aggiornare tempestivamente la propria DSU per poter beneficiare di questa modifica.

ISEE 2025 come richiederlo: le nuove regole

Per ottenere il nuovo ISEE con l’esclusione dei buoni postali, sarà necessario presentare una nuova DSU, contenente informazioni reddituali e patrimoniali relative al nucleo familiare.

L’ISEE 2025 verrà calcolato considerando:

  • I redditi e le giacenze medie del 2023.
  • Il saldo patrimoniale al 31 dicembre 2023.
  • La composizione del nucleo familiare al momento della richiesta.

Chi ha già un ISEE calcolato con le vecchie regole non vedrà il proprio indicatore aggiornarsi automaticamente, ma sarà necessario presentare una DSU aggiornata.

Buoni postali: il nuovo calcolo dell’ISEE, conviene?

Grazie a questa riforma, chi possiede buoni fruttiferi postali o libretti di risparmio potrà ottenere un ISEE più basso e accedere più facilmente ai bonus previsti. È importante ricordare che l’esclusione di questi investimenti dal calcolo non avverrà automaticamente: solo presentando una nuova DSU, pur avendo già un ISEE calcolato con le vecchie regole. La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale rappresenterà il momento ufficiale di entrata in vigore della norma, quindi è importante monitorare gli aggiornamenti per sapere esattamente quando richiedere l’aggiornamento dell’ISEE.


Molte famiglie potrebbero trarre vantaggio da questa modifica, ma per evitare errori burocratici è consigliabile affidarsi a esperti del settore. Per un supporto professionale nella compilazione della DSU e per garantire l’accesso alle agevolazioni previste, lo Studio Riitano è a disposizione con consulenze mirate e assistenza personalizzata.

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Assegno unico per i figli: tutti i dettagli della riforma

Tra le riforme più importanti mai approvate finora relativamente alle misure di sostegno per le famiglie c’è quella dell’assegno unico per i figli. L’obiettivo è fare ordine tra le tante e differenti forme di aiuto messe a punto nel corso degli anni.

Assegno unico per i figli Isee

La legge delega 46/2021, approvata in via definitiva lo scorso 30 marzo dal Parlamento, ha ridisegnato il panorama sull’assegno unico per i figli. Che cosa prevede? La norma cancella sei misure già esistenti per le famiglie e le trasforma in un contributo unico per tutti i figli a carico.

Si tratta, comunque, solo di una sorta di cornice di decreti attuativi sull’assegno unico per i figli Isee che saranno varati dal ministero della Famiglia in accordo con le Politiche sociali e il Mef, una volta sentita la conferenza unificata delle Regioni. Quanto tempo c’è per approvare i nuovi decreti? È vero che si potrebbe partire già dal 1° luglio 2021 con l’erogazione del nuovo assegno? Ti chiarisce eventuali dubbi e ti dà tutte le informazioni relative lo Studio Riitano, che offre consulenze e servizi legali nell’ambito del diritto del lavoro.

 

Importo dell’assegno unico: i limiti fissati

La legge delega 46/2021, a sostegno delle famiglie, prevede un assegno unico e universale per i figli a carico. Vuol dire, cioè, che questa misura è destinata a tutti e copre l’arco temporale che va dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno del figlio. L’assegno potrà essere sotto forma di erogazione mensile oppure un credito d’imposta. E per quanto riguarda l’importo dell’assegno unico? È ancora da definire con i decreti attuativi nei limiti delle risorse disponibili. In base alle linee guida della legge delega, dunque, l’assegno unico sarà così strutturato: una quota fissa per ogni figlio a carico e una quota variabile in base all’Isee del nucleo familiare (Isee è l’indicatore calcolato dall’Inps in base a diversi parametri, anche patrimoniali). Cosa prevede la definizione di figli a carico? Sarà compatibile con altri assegni regionali o locali e con il reddito di cittadinanza? Per avere tutte le risposte che cerchi contatta lo Studio Riitano.

Bonus Bebè Inps 2019: riconfermato
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Bonus Bebè Inps 2019: riconfermato

Con la circolare INPS 7 giugno 2019, n. 85 l’Istituto ha fornito vari chiarimenti sui requisiti, sugli importi e sulle modalità di accesso al Bonus Bebè Inps, ovvero all’assegno di natalità per il 2019. 

Il beneficio, assegnato per un periodo di tre anni a favore dei nati o dei minori adottati nel triennio 2015-2017, è stato in seguito riconosciuto soltanto per la durata di un anno anche per i nati o adottati nel 2018. È stato quindi esteso anche ai nati o adottati dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019, fino al compimento del primo anno di età o di ingresso nel nucleo familiare. 

Bonus bebè 2019: i requisiti principali per ottenerlo 

In aggiunta al bonus mamme, il bonus bebè Inps è un altro contributo a supporto delle donne che partoriscono e hanno un basso reddito. La sua durata è pari al primo anno di vita del figlio. Per la sua applicazione è stato previsto anche un aumento dell’importo del 20% in caso di figlio nato o adottato nel 2019 successivo al primo e sono stati fissati i limiti di spesa, a 204 milioni di euro per il 2019 e a 240 milioni per il 2020. L’importo maggiorato del 20% si applica anche ai parti gemellari. I requisiti del bonus bebè 2019? Il bonus bebè viene riconosciuto nel rispetto di parametri fondamentali, quelli di reddito certificato mediante il modello ISEE. Per poter fare domanda di bonus bebè 2019 l’Isee non si deve riportare un reddito superiore ai 25.000 euro. Fino a tale soglia, si ha diritto ad un assegno di natalità di importo base pari ad 80 euro per un massimo di 12 mesi, (960 euro annui); con la maggiorazione, 96 euro al mese per un massimo di 12 mesi (1.152 euro annui). Nel caso in cui, invece, il valore non sia superiore a 7.000 euro annui, il bonus ammonta a 160 euro al mese per un massimo di 12 mesi (1.920 euro annui); con la maggiorazione, 192 euro al mese per un massimo di 12 mesi (2.304 euro annui). La circolare contiene le istruzioni in caso di perdita di uno dei requisiti e se serve presentare una nuova domanda nei casi di rettifica dell’ISEE. 

Bonus Bebé 2019 e Bonus mamme disoccupate: differenza

La domanda per il Bonus Bebè 2019 per un figlio nato, affidato o adottato tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2019 andava presentata entro il 13 giugno. Può essere comunque presentata anche dopo questa data: l’assegno decorrerà dalla data di presentazione della domanda. Deve essere trasmessa in via telematica, una sola volta per ciascun figlio nato o adottato o in affidamento preadottivo. Diverso dal bonus bebè è il bonus mamme disoccupate, il cosiddetto assegno di maternità dei comuni. È un importo a cui ha diritto la madre disoccupata. Va richiesto non all’INPS, ma direttamente al comune di residenza ed è pari a un importo di 1.545,55 euro. Spetta a chi ha l’ISEE che non supera i 32.222,66 annui, se il nucleo familiare è composto solo da tre persone. In caso di famiglie composte da più di tre elementi, la maggiorazione dell’ISEE di riferimento si calcola come indicato dal decreto 337/2001. Hai dubbi? Fatti assistere dagli esperti dello Studio Piga Riitano. 

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ISEE, dal 1 Gennaio il nuovo modello DSU

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha pubblicato il decreto direttoriale n. 363 del 29 dicembre 2015 per l’approvazione del nuovo modello di dichiarazione sostitutiva unica (DSU), necessaria per calcolare l’ISEE.

Nell’allegato A, che costituisce parte integrante del decreto stesso, sono indicate le istruzioni per la compilazione della nuova dichiarazione sostitutiva unica, ai sensi dell’articolo 10, comma 3, del D.P.C.M.. n. 159/2013, valido a partire dal 1° gennaio 2016.

 

Per la compilazione rivolgiti al nostro studio, ti assistiamo in qualunque sia la tua esigenza.