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Contributi

Corso Base - Paghe e Contributi e Software Zucchetti
corso per disoccupati
Corso Base – Paghe e Contributi e Software Zucchetti

PROFILO PROFESSIONALE: ADDETTO AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE – AREA PAGHE E CONTRIBUTI

COMPETENZA SU CUI PROGETTARE IL CORSO:
Gestione operativa delle paghe e degli adempimenti contributivi attraverso l’utilizzo degli strumenti normativi di base e del software gestionale Zucchetti.

 

Obiettivi del Corso

Alla fine del corso, i partecipanti saranno in grado di:

  • Comprendere la struttura della retribuzione e le principali disposizioni previste dai CCNL.
  • Leggere, interpretare e verificare correttamente un cedolino paga.
  • Calcolare imponibili previdenziali e fiscali applicando le corrette regole contributive.
  • Gestire il trattamento di fine rapporto (TFR) e la relativa tassazione.
  • Analizzare il costo del lavoro e supportare la costruzione del budget del personale.
  • Conoscere i principali adempimenti annuali obbligatori in materia di lavoro.
  • Utilizzare il software Zucchetti per l’elaborazione delle paghe e la gestione amministrativa dei dipendenti.

 

Metodologia Didattica

Il percorso formativo combina teoria normativa ed esercitazioni pratiche su casi reali, con simulazioni operative svolte direttamente su software gestionale.
L’approccio è orientato all’acquisizione di competenze immediatamente spendibili nel contesto lavorativo di studi professionali, uffici HR e amministrazioni aziendali.

 

PROGRAMMA DEL CORSO

Modulo 1: Fondamenti della Retribuzione

  • Differenza tra retribuzione fissa e variabile.
  • Struttura della retribuzione prevista dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.
  • Elementi obbligatori e facoltativi della busta paga.
  • Principi che regolano la composizione del trattamento economico del lavoratore.

Modulo 2: Analisi del Cedolino Paga

  • Lettura dettagliata delle sezioni del cedolino.
  • Individuazione delle voci retributive, contributive e fiscali.
  • Interpretazione delle trattenute e delle competenze.
  • Riconoscimento e gestione delle possibili anomalie.

Modulo 3: Imponibile Previdenziale e Fiscale

  • Calcolo dell’imponibile INPS e IRPEF.
  • Voci incluse ed escluse nella determinazione degli imponibili.
  • Applicazione delle detrazioni fiscali.
  • Principi di contribuzione e fiscalità del lavoro dipendente.

Modulo 4: TFR e Tassazione Separata

  • Cos’è il Trattamento di Fine Rapporto e come matura nel tempo.
  • Modalità di calcolo e rivalutazione annuale del TFR.
  • Regime fiscale applicato e logiche della tassazione separata.
  • Gestione amministrativa del TFR nei diversi casi di cessazione del rapporto.

Modulo 5: Analisi del Costo del Lavoro

  • Componenti dirette e indirette del costo del lavoro.
  • Strutturazione del budget del personale.
  • Analisi degli scostamenti tra previsione e consuntivo.
  • Utilizzo dei dati retributivi per il controllo di gestione HR.

Modulo 6: Adempimenti Annuali Obbligatori

  • Autoliquidazione INAIL.
  • Prospetto Informativo Disabili.
  • Certificazione Unica (CU).
  • Modello 770 e principali dichiarazioni annuali.
  • Scadenze e responsabilità amministrative del datore di lavoro.

Modulo 7: Utilizzo Operativo del Software Zucchetti

  • Creazione e gestione delle anagrafiche azienda e dipendenti.
  • Configurazione del rapporto di lavoro.
  • Elaborazione dei cedolini paga attraverso il gestionale.
  • Gestione degli adempimenti annuali tramite software.
  • Simulazioni pratiche di elaborazione e controllo delle paghe.

 

Conoscenze Acquisite

  • Struttura normativa della retribuzione e dei contratti di lavoro.
  • Elementi fondamentali della contribuzione previdenziale e della fiscalità del lavoro.
  • Procedure amministrative legate alla gestione del personale.
  • Adempimenti periodici e annuali in materia di paghe e contributi.
  • Funzionamento operativo del software Zucchetti per l’elaborazione paghe.

 

Abilità Acquisite

  • Leggere e verificare un cedolino paga in autonomia.
  • Elaborare correttamente i principali elementi retributivi e contributivi.
  • Supportare l’ufficio del personale nella gestione amministrativa dei lavoratori.
  • Utilizzare un gestionale professionale per l’elaborazione delle paghe.
  • Monitorare il costo del lavoro e contribuire alla pianificazione del personale.
  • Gestire gli adempimenti obbligatori nel rispetto delle scadenze normative.
Ultime novità pensioni
news
Ultime novità sulle pensioni, che cosa cambia da marzo 2022

La Legge di Bilancio 2022 affronta vari argomenti, tra cui il tema dei regimi pensionistici. In merito alle ultime novità sulle pensioni, a inizio 2022 si sono tenuti alcuni incontri tecnici tra governo e parti sociali. Da poco, poi, sono state diffuse, in materia, una circolare INPS e una nuova direttiva del Ministero del Lavoro.

Novità pensioni anticipate: Legge di Bilancio 2022

La Legge di Bilancio 2022 riconosce il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2022, di un’età anagrafica di almeno 64 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni.

Sempre in merito alle ultime novità sulle pensioni riportate nel testo legislativo, è stata prorogata per l’anno 2022 la misura “opzione donna” in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2021.

La circolare INPS 8 marzo 2022, n. 38, è legata alle principali novità sulle pensioni anticipate. Al suo interno sono indicate le istruzioni per l’applicazione delle nuove disposizioni e sono illustrati, nello specifico, i requisiti per il diritto alla pensione anticipata, la decorrenza del trattamento pensionistico, la maturazione del requisito contributivo a seguito di riscatto e i termini di pagamento di TFS/TFR (trattamento di fine servizio/trattamento di fine rapporto).

Per ulteriori chiarimenti chiedete una consulenza legale agli esperti di Studio Riitano, specializzati in diritto del lavoro, per aziende, liberi professionisti, imprenditori e dipendenti.

Riforma delle pensioni nel 2023

Durante le discussioni per il dopo quota 100, con la Legge di Bilancio 2022 (in cui sono contenute le ultime novità delle pensioni) il premier Mario Draghi e l’esecutivo che guida hanno promesso l’avvio di un tavolo di confronto con l’obiettivo di modificare il sistema pensionistico.

In un passaggio della direttiva n. 28 del 2022 il Ministero del Lavoro ha confermato l’intenzione del governo di continuare il confronto con le parti sociali per arrivare a un accordo per una riforma delle pensioni che possa soddisfare tutte le parti in causa.

La riforma dovrebbe entrare in vigore – almeno secondo quelle che sembravano essere le intenzioni iniziali del governo – a partire dal 1° gennaio 2023. Che cosa prevede la riforma per la pensione anticipata? A quanto ammonterebbe la riduzione della quota contributiva in quel caso? Contattate Studio Riitano.

Riscatto contributi: come proseguire
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Riscatto contributi: come proseguire

Il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione è disciplinato ai sensi dell’articolo 20, commi 1-5, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 convertito con modificazioni in legge 28 marzo 2019, n. 26. In via sperimentale per il triennio 2019-2021 e nella misura massima di cinque anni, il riscatto dei contributi consente di riscattare, in periodi non soggetti a obbligo contributivo e non già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso forme di previdenza obbligatoria.

Come fare la domanda per il riscatto dei contributi

Per poter esercitare la facoltà di riscatto dei contributi prevista dalla legge, l’interessato deve essere iscritto a uno dei regimi previdenziali richiamati dalla norma stessa. Non deve essere titolare di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. L’eventuale acquisizione di anzianità assicurativa anteriore al 1° gennaio 1996 determina l’annullamento d’ufficio del riscatto già effettuato, con restituzione dell’onere al soggetto che lo ha versato senza riconoscimento di maggiorazioni a titolo di interessi. Per poter presentare la domanda del riscatto dei contributi, inoltre, il beneficiario non deve essere già titolare di un trattamento pensionistico diretto, in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria. Limitatamente al triennio 2019–2021, la domanda può quindi essere presentata fino al 31 dicembre 2021.

Come effettuare il pagamento del riscatto dei contributi

Cosa succede dopo la presentazione della domanda per il riscatto dei contributi? L’onere di riscatto, ovvero l’importo da pagare, è notificato dall’Inps con il provvedimento di accoglimento della domanda stessa a mezzo raccomandata. Nella stessa comunicazione da parte dell’ente previdenziale vengono indicate le modalità da seguire per il pagamento del riscatto dei contributi e sono precisati i termini per il versamento. Si possono usare gli appositi bollettini MAV inviati dall’INPS con il provvedimento di accoglimento, da pagare presso qualsiasi sportello bancario senza costi aggiuntivi e presso tutti gli uffici postali, pagando la commissione postale vigente. Il versamento può essere fatto anche online attraverso il servizio “Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” tramite il Portale dei Pagamenti dell’INPS. Per ulteriori informazioni contatta gli esperti dello Studio Piga Riitano.

Riscatto contributi: quando è possibile
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Riscatto contributi: quando è possibile

Nell’ambito della gestione previdenziale, gli iscritti hanno a disposizione diversi strumenti per aumentare la base contributiva. È possibile richiedere il riscatto dei contributi per periodi o servizi non coperti da contribuzione in modo che siano conteggiabili per la pensione o per i trattamenti di fine servizio (Tfs) o per il trattamento di fine rapporto (Tfr). 

Riscatto contributi non versati: in quali casi è possibile

A differenza dei contributi figurativi, il cui accredito è gratuito, il riscatto dei contributi è sempre a titolo oneroso e si perfeziona con il pagamento di un onere. Possono richiederlo tutti i lavoratori dipendenti; nel caso di lavoratore deceduto, possono richiederlo i superstiti che hanno diritto alla pensione indiretta. Nello specifico, è possibile riscattare i contributi non versati dal datore di lavoro per attività lavorativa subordinata; dal titolare di impresa artigiana o commerciale per i coadiuvanti; dal titolare del nucleo coltivatore diretto, colono e mezzadro in favore dei familiari coadiuvanti; dagli iscritti alla gestione separata che non siano titolari all’obbligo contributivo. 

Periodi non coperti da contribuzione: come fare per il riscatto

Il riscatto dei contributi riguarda anche i periodi in cui c’è stata un’omissione della contribuzione. In via sperimentale, per il triennio 2019-2021 e nella misura massima di cinque anni, è possibile richiedere il riscatto per periodi non coperti da contribuzione come quelli relativi a corsi legali di laurea, lauree brevi e i titoli di studio ad esse equiparati; attività lavorativa svolta all’estero in Paesi non convenzionati; astensione facoltativa per maternità che si colloca al di fuori del rapporto di lavoro; gli anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari; l’attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996; i periodi non lavorati e privi di contribuzione previsti da specifiche disposizioni di legge e successivi al 31.12.1996; i periodi di lavoro svolto con contratto part time; i periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni e ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge. Per ulteriori informazioni sull’argomento e sulle ultime novità per le pensioni contatta gli esperti dello Studio Piga Riitano. 

Mancato versamento contributi Inps: cosa fare
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Mancato versamento contributi Inps: cosa fare

I contributi previdenziali sono quella parte della retribuzione dei lavoratori dipendenti o del reddito professionale dei lavoratori autonomi, destinata a finanziare prestazioni previdenziali (pensione) o assistenziali (infortuni, malattie). Come capire se c’è stato un mancato versamento dei contributi all’Inps? Ecco come tenere monitorata la situazione e quali azioni intraprendere nel caso in cui il datore di lavoro o il libero professionista non abbiano, di fatto, versato tutti i contributi dovuti.  

Come fare la corretta verifica dei contributi all’Inps online

Come capire se si è configurato un mancato versamento dei contributi all’Inps da parte del datore di lavoro o di sé stessi, nel caso si svolga un lavoro autonomo? La prima cosa da fare è verificare la propria situazione previdenziale. Ci si può presentare direttamente alla sede Inps più vicina oppure effettuare una verifica dei contributi all’Inps online, sul sito www.inps.it: occorre accedere alla propria area personale e inserire il codice pin (se non se ne è in possesso, può essere richiesto direttamente online, nei termini previsti dalla procedura). Una volta che si è entrati nella homepage, nella barra in alto a destra va digitato “estratto conto contributivo”: cliccando sul riquadro che appare, si potranno visualizzare i contributi che risultano versati a proprio nome.  

Recupero dei contributi all’Inps: come fare

Una volta effettuate le verifiche online, come ci si deve comportare in caso di mancato versamento dei contributi all’Inps? Innanzitutto bisogna capire se i mancati versamenti si riferiscono a contributi che dovevano essere versati più o meno di 5 anni fa. Se sono passati meno di 5 anni, il recupero dei contributi all’Inps è più semplice: il lavoratore deve informare immediatamente l’ente previdenziale che, congiuntamente all’Agenzia delle entrate, provvederà a effettuare la verifica dei versamenti del datore di lavoro. Se i contributi previdenziali non versati risalgono a più di 5 anni prima, significa che sono caduti in prescrizione e l’Inps non può iniziare l’azione di recupero verso l’azienda. L‘importo della rendita previdenziale, inevitabilmente, sarà inferiore alle aspettative. Hai bisogno di un supporto legale? Contatta i consulenti del lavoro dello Studio Piga Riitano.  

Contributi Inps Artigiani e Commerciati: cosa sapere
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Contributi Inps Artigiani e Commerciati: cosa sapere

La circolare INPS 13 febbraio 2019, n. 25 indica gli importi dei contributi dovuti, per il 2019, dagli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti. Le aliquote contributive di finanziamento delle gestioni pensionistiche sono fissate al 24%. 

Contributi Inps Commercianti e Artigiani: le scadenze

I contributi Inps degli Artigiani devono essere versati entro le scadenze indicate nella stessa circolare, mediante i modelli F24 disponibili nel servizio online. Lo stesso vale anche per i contributi Inps dei Commercianti. Il pagamento del contributo minimo obbligatorio deve essere effettuato in quattro rate, alle seguenti scadenze: oltre a quella del 16 maggio, la prossima è fissata al 20 agosto, e poi 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo. In caso di prima iscrizione, limitatamente al primo anno, è possibile che l’Istituto invii una emissione differita, con scadenze successive a quella del 16 maggio (per esempio quella del 20 agosto). Gli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali devono considerare nel calcolo anche l’aliquota aggiuntiva dello 0,09%, ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. 

Pagamenti contributi di Artigiani e Commercianti: modalità 

Anche per il 2019 si applica la riduzione del 50% del pagamento dei contributi degli Artigiani e degli esercenti di attività commerciali con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’INPS. E si conferma una riduzione del 35% per chi rientra nel regime forfettario. La circolare specifica la contribuzione dovuta dagli Artigiani così come i contributi per i Commercianti sui minimali e sui massimali di reddito. Entrambe le categorie, inoltre, devono versare il contributo per le prestazioni di maternità stabilito, per gli iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti, nella misura di 0,62 euro mensili. I contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale (acconti e saldo) devono essere versati entro i termini previsti per il pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Per ulteriori informazioni contatta i professionisti dello Studio Piga Riitano. 

Cassa-Colf-come-funziona
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Cassa Colf: come funziona?

Per tutti i collaboratori domestici, ovvero “gli addetti ai servizi domestici che prestano la loro opera, continuativa e prevalente, di almeno 4 ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, con retribuzione in denaro o in natura”, è obbligatoria l’iscrizione alla Cassa Colf: si tratta di una cassa prevista dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico che serve a fornire trattamenti previdenziali, assistenziali, sanitari e assicurativi a tutti gli iscritti che, per quanto riguarda l’Italia, superano gli 850.000 secondo i dati forniti dall’Osservatorio INPS. In base al contratto, sia il datore di lavoro che il collaboratore domestico devono essere iscritti alla Cassa.

Contributi Inps colf 2019: cosa è necessario fare?

L’iscrizione alla Cassa Colf prevede che il pagamento dei contributi previdenziali rimanga sia a carico del datore di lavoro che del lavoratore, secondo le scadenze previste dall’Inps e cioè con cadenza trimestrale.

l contributi alla Cassa vengono quantificati nella misura di € 0,03 per ogni ora retribuita e ripartiti come di seguito:

€ 0,01 a carico del lavoratore

€ 0,02 a carico datore di lavoro.

Il versamento deve essere effettuato dal datore di lavoro, trattenendo in busta paga i contributi alla Cassa a carico del collaboratore, insieme ai contributi Inps colf 2019.

Malattia colf a ore: chi paga?

In caso di malattia colf a ore o di necessità di assistenza sanitaria, i collaboratori domestici iscritti alla Cassa Colf hanno diritto ad una serie di prestazioni, tra cui: diaria giornaliera di € 30,00 in caso di ricovero o convalescenza, rimborso ticket sanitari, trattamenti medico sanitari per forme oncologiche, indennità in caso di grandi interventi chirurgici, rimborso spese nel periodo di gravidanza per un massimo di € 1.000, rimborso spese per trattamenti fisioterapici, per protesi ortopediche e ausili medici ortopedici.

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