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Apprendistato

contratti di livelli di apprendistato
Career  ·  Life  ·  news  ·  Rapporti lavorativi
Contratto apprendistato: livelli e stipendio

Il contratto di apprendistato rappresenta una delle principali porte d’accesso al mondo del lavoro per i giovani. Unisce formazione teorica e pratica, consentendo di acquisire competenze professionali direttamente in azienda. Per le imprese, è uno strumento vantaggioso grazie agli sgravi contributivi e alla possibilità di formare personale qualificato. In questo articolo analizziamo le diverse tipologie di contratto, le modalità di calcolo dello stipendio e il ruolo dei ccnl apprendistato, offrendo una panoramica utile sia per i datori di lavoro che per i lavoratori.

Cos’è il contratto apprendistato

Il contratto apprendistato è un contratto di lavoro subordinato finalizzato a inserire i giovani nel mondo del lavoro attraverso un percorso che integra impiego e formazione. L’età per l’apprendistato è  tra i 15 e i 29 anni e prevede diritti, doveri e tutele sia per il datore di lavoro che per l’apprendista.

Regolamentato dal D.Lgs. 81/2015, rappresenta una delle principali forme contrattuali agevolate per promuovere l’occupazione giovanile.

Le tre tipologie di apprendistato

1. Apprendistato per la qualifica e il diploma (1° livello)

È destinato ai giovani tra i 15 e i 25 anni che non hanno completato il percorso scolastico.
Permette di ottenere qualifiche professionali e diplomi attraverso una combinazione di scuola e lavoro.

La durata è di massimo 3 anni per la qualifica e 4 per il diploma.

2. Apprendistato professionalizzante (2° livello)

Riservato ai giovani tra i 18 e i 29 anni (o 17 se qualificati).  Consente di imparare un mestiere direttamente in azienda, con formazione teorica e pratica.

È il contratto più diffuso e può durare fino a 3 anni, 5 per l’artigianato.

3. Apprendistato di alta formazione e ricerca (3° livello)

Pensato per conseguire titoli di studio universitari, dottorati o per accedere alle professioni ordinistiche. È attivabile per giovani tra i 18 e i 29 anni, con durata variabile in base al titolo da conseguire.

Contratto di apprendistato stipendio: come si calcola

Uno dei principali elementi distintivi di questo tipo di contratto è lo stipendio dell’apprendistato, che consiste in una retribuzione agevolata. L’apprendista può essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto alla mansione svolta. In alternativa, la paga può essere stabilita con un sistema progressivo, che cresce ogni anno di contratto.

La retribuzione completa si raggiunge al termine dell’apprendistato, come previsto dal ccnl apprendistato.

CCNL apprendistato e diritti del lavoratore

Il ccnl apprendistato applicato all’azienda definisce l’inquadramento, il salario e i diritti del lavoratore. Durante il contratto, l’apprendista ha diritto a ferie, permessi ROL, malattia retribuita, TFR e copertura INPS. Sono previsti benefici contributivi per il datore di lavoro, anche nel primo anno successivo alla stabilizzazione.

Contratti apprendisti e durata

I contratti apprendisti devono durare almeno 6 mesi.
La durata massima varia in base al livello:

  • 3 anni per l’apprendistato professionalizzante (5 per artigiani)
  • 3-4 anni per la formazione e l’alta formazione

Alla fine del periodo, il contratto si trasforma in tempo indeterminato se nessuna parte recede.

Cosa succede alla fine dell’apprendistato

Anche se il contratto apprendistato è formalmente a tempo indeterminato, le parti possono interromperlo al termine del periodo formativo. Se il datore di lavoro decide di continuare, il rapporto prosegue come contratto a tempo indeterminato.  In caso contrario, può recedere con preavviso, secondo quanto stabilito dal CCNL applicato.

Per gestire al meglio i contratti apprendisti e garantire il rispetto delle norme, è utile affidarsi ad un consulente del lavoro a Milano, come Studio Riitano, esperto in diritto del lavoro e consulenza contrattuale.

diritti e doveri stage
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Diritti e doveri dello stage, il 730 è obbligatorio?

La crescita del mercato del lavoro ha portato molti giovani a firmare un contratto di stage come primo passo verso l’inserimento professionale. In questo articolo, esamineremo i diritti e i doveri previsti da questo tipo di contratto, analizzando anche se è obbligatorio presentare il modello 730 per gli stagisti.

Contratto di stage: diritti e doveri

Il contratto di stage, formalmente noto come tirocinio, è un contratto di formazione-lavoro che ha come scopo principale quello di fornire al tirocinante un’esperienza pratica in azienda. Questo tipo di contratto può variare in durata e finalità:

  • Tirocinio formativo e di orientamento: massimo 6 mesi.
  • Tirocinio di inserimento/reinserimento: massimo 12 mesi.
  • Tirocinio per soggetti svantaggiati: massimo 12 mesi, estendibile a 24 per disabili.

Lo stage prevede diritti e doveri sia per il datore di lavoro che per il tirocinante. Tra i principali diritti del tirocinante vi è quello di ricevere un’indennità di partecipazione, solitamente non inferiore ai 300 euro lordi mensili. Questo importo può variare a seconda delle normative regionali, come ad esempio nel Lazio dove è previsto un minimo di 800 euro. Anche se lo stage non è un vero e proprio contratto di lavoro, il tirocinante deve rispettare la riservatezza delle informazioni aziendali e seguire il regolamento interno dell’azienda.

Retribuzione e trattamento fiscale

Lo stage non prevede un vero e proprio stipendio, ma un’indennità di partecipazione. Questo rimborso spese è fiscalmente assimilato al reddito da lavoro dipendente e pertanto deve essere dichiarato nel modello 730. L’importo dell’indennità, oltre a variare per regione, può essere influenzato anche dal tipo di tirocinio. Ad esempio, per i tirocini Garanzia Giovani, l’indennità minima è di 500 euro, corrisposta in parte dal datore di lavoro e in parte dalla Regione.

730 obbligatorio: quando e perché?

La domanda “il 730 è obbligatorio per gli stagisti?” trova risposta nell’articolo 50 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Le somme percepite come indennità di tirocinio sono considerate redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e devono essere dichiarate. Il datore di lavoro ha l’obbligo di applicare la ritenuta IRPEF e di fornire al tirocinante la certificazione unica, che riassume le somme erogate e le trattenute applicate.

Esenzioni e casi particolari

Non tutte le indennità di stage devono essere dichiarate nel 730. Vi sono specifici casi in cui l’indennità di tirocinio è esente da tassazione e quindi non va inserita nella dichiarazione dei redditi. Alcune borse di studio e tirocini rientrano in queste esenzioni, come quelli erogati per il diritto allo studio universitario, per attività di ricerca post-laurea o per programmi di mobilità internazionale come l’Erasmus+.

In sintesi, il contratto di stage offre un’importante opportunità formativa, ma comporta anche precisi obblighi fiscali. L’indennità percepita deve essere dichiarata nel modello 730, a meno che non rientri nelle specifiche esenzioni previste dalla normativa. È fondamentale che sia i tirocinanti che i datori di lavoro siano consapevoli di questi aspetti per evitare sanzioni o problemi fiscali.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni o consulenze personalizzate sui contratti di stage e gli obblighi fiscali, lo Studio Riitano è a tua disposizione per offrirti supporto e assistenza.

età apprendistato
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Fino a che età si può fare l’apprendistato? Cosa prevede la legge

L’apprendistato rappresenta una delle principali modalità per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, combinando attività lavorativa e formazione. Ma fino a che età è possibile intraprendere questo percorso? In questo articolo esploreremo i limiti di età per l’apprendistato secondo la normativa italiana.

Apprendistato: Limiti di età e normative

In Italia, il contratto di apprendistato è regolato dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che suddivide l’apprendistato in tre principali tipologie, ciascuna con specifici requisiti di età. L’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale è rivolto ai giovani tra i 15 e i 25 anni, ed è finalizzato a conseguire una qualifica o un diploma professionale, un diploma di istruzione secondaria superiore o un certificato di specializzazione tecnica superiore. L’apprendistato professionalizzante è riservato ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Questo contratto mira a fornire competenze professionali specifiche attraverso attività lavorative e formative. L’ultimo giorno utile per avviare un contratto di apprendistato professionalizzante è il giorno prima del compimento dei 30 anni. L’apprendistato di alta formazione e ricerca è destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni e permette di conseguire titoli di studio universitari e di alta formazione, inclusi master e dottorati di ricerca, oltre a svolgere attività di ricerca o praticantato per accedere alle professioni ordinistiche.

Apprendistato senza limiti di età

Esiste una specifica eccezione alla regola dell’età massima per l’apprendistato. In base al D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, è possibile stipulare un contratto di apprendistato professionalizzante senza limiti di età per lavoratori beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale, indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. Questo consente anche ai lavoratori più anziani di riqualificarsi professionalmente.

Vantaggi e svantaggi dell’apprendistato fino a 29 anni

L’apprendistato consente ai giovani di acquisire competenze pratiche e teoriche, facilitando l’ingresso nel mercato del lavoro. Le imprese che assumono apprendisti beneficiano di agevolazioni fiscali e contributive, nonché della possibilità di inquadrare il lavoratore a livelli retributivi inferiori. Questo contratto è uno strumento efficace per combattere la disoccupazione giovanile, offrendo opportunità di lavoro stabile. Tuttavia, il limite di età può essere un ostacolo per chi, oltre i 29 anni, desidera intraprendere un percorso di formazione professionale tramite apprendistato. Le aziende devono investire tempo e risorse nella formazione degli apprendisti, il che può rappresentare una sfida, soprattutto per le piccole imprese. Il contratto di apprendistato è una soluzione versatile e vantaggiosa sia per i giovani lavoratori che per le aziende. Tuttavia, è fondamentale conoscere i limiti di età previsti dalla legge per poter sfruttare appieno le opportunità offerte da questa tipologia contrattuale. Per chi desidera avviare un contratto di apprendistato professionalizzante, è essenziale ricordare che l’età massima è fissata a 29 anni, con l’unica eccezione rappresentata dai lavoratori disoccupati o in mobilità che possono essere assunti senza limiti di età.

Se desideri ulteriori informazioni sull’apprendistato o hai bisogno di assistenza nella stipula di contratti di apprendistato, affidati allo staff dello Studio Riitano. Siamo a disposizione per offrirti consulenza personalizzata e supporto professionale.

strartup innovative
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Startup innovative, l’elenco dei bonus e delle agevolazioni per il 2024

Le startup innovative sono un motore cruciale per l’economia moderna, capaci di trasformare idee rivoluzionarie in realtà concrete. In Italia, il quadro normativo e le agevolazioni previste per queste imprese emergenti giocano un ruolo fondamentale nel favorirne la crescita. Analizziamo di seguito i principali bonus e le agevolazioni disponibili per il 2024, concentrandoci sui benefici che queste misure apportano alle startup innovative.

Regole da rispettare per aprire una startup innovativa

Il termine “startup” deriva dall’inglese “start up”, che significa “partire, mettersi in moto”. Questo status temporaneo è concesso dal sistema fiscale italiano per facilitare l’avvio di nuove imprese. Le startup innovative, in particolare, sono disciplinate dal DL 179/2012, noto come Decreto Crescita 2.0, che stabilisce criteri stringenti per la loro definizione. Una startup innovativa deve essere nuova o costituita da non più di 5 anni, avere residenza in Italia o in un Paese dello Spazio Economico Europeo con sede operativa in Italia, avere un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro, non essere quotata in mercati regolamentati e non distribuire utili. Deve inoltre avere come oggetto sociale lo sviluppo di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico e non essere il risultato di fusioni, scissioni o cessioni di rami d’azienda. Inoltre, devono soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti: investire almeno il 15% del fatturato in Ricerca e Sviluppo, avere un team di dipendenti altamente qualificati oppure possedere o essere licenziatari di brevetti o software registrati.

Vantaggi e agevolazioni per le startup innovative

Le startup innovative godono di numerosi vantaggi e agevolazioni, volti a incentivare la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione giovanile. Tra i principali benefici per il 2024 troviamo le agevolazioni fiscali, che permettono di risparmiare sui costi iniziali di avvio grazie all’esenzione da varie imposte, tra cui quella di registro. Le startup innovative possono accedere a finanziamenti pubblici agevolati, come i bandi Smart&Start Italia, che offrono contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato, oltre a usufruire del Fondo di Garanzia per le PMI, che facilita l’accesso al credito. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalle deroghe al diritto societario, che consentono, ad esempio, di creare categorie di quote con diritti diversi e di derogare ai limiti sul conferimento di opere e servizi. La normativa permette anche di assumere personale con contratti di lavoro subordinato flessibili, che possono includere strumenti di partecipazione al capitale come le stock options. Inoltre, ICE-Agenzia offre supporto per l’internazionalizzazione, aiutando le startup a espandersi sui mercati esteri con servizi di consulenza, partecipazione a fiere internazionali e missioni commerciali. In caso di fallimento, le startup innovative possono beneficiare di procedure semplificate per la chiusura dell’attività, riducendo i costi e i tempi di liquidazione.

Consigli per il successo delle startup innovative

Oltre a sfruttare le agevolazioni disponibili, le startup innovative devono seguire alcune best practices per aumentare le proprie possibilità di successo. Affidarsi a un incubatore è un primo passo fondamentale. Gli incubatori offrono supporto completo durante tutte le fasi di vita di una startup, dall’idea iniziale fino all’ingresso sul mercato, fornendo strutture, attrezzature, competenze e relazioni. Scegliere una location con un ecosistema favorevole è altrettanto importante. Insediarsi in un territorio con un network di centri di ricerca, università e istituti di credito può fare la differenza, offrendo risorse e stimoli giusti per superare le fasi cruciali dello sviluppo del prodotto. Infine, è essenziale valorizzare la propria startup partecipando a pitch, bandi e altre vetrine per attrarre investitori e farsi conoscere. Presentarsi con un business plan solido e un pitch convincente può suscitare interesse e fondi necessari per crescere.

Per maggiori informazioni sulle agevolazioni e su come avviare una startup innovativa, affidati allo staff dello Studio Riitano, sempre pronto a fornire consulenze specializzate per il tuo successo imprenditoriale.

contratto apprendistato ferie
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Contratto di apprendistato, quante ferie si maturano?

Con l’estate ormai entrata nel vivo, molti lavoratori stanno contando i giorni alle ferie, momento di meritato riposo. Se si sta svolgendo oppure si sta per iniziare un lavoro in apprendistato, è naturale chiedersi quante settimane di vacanza si abbiano a disposizione. L’apprendistato è un contratto a tempo indeterminato destinato per l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani, compresi tra i 15 e i 29 anni, mirando allo stesso tempo alla loro formazione. In questo articolo esploreremo il tema delle ferie nel contratto di apprendistato, fornendo tutte le informazioni necessarie.

Come funziona il contratto apprendistato

Il contratto di apprendistato è stato introdotto per agevolare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Si tratta di un contratto completo che prevede la remunerazione e tutti i diritti garantiti a un lavoratore con contratto a tempo indeterminato. È strutturato per fornire una formazione essenziale che permette all’apprendista di acquisire le competenze professionali necessarie per il proprio ruolo. Al termine dell’apprendistato, il contratto può essere trasformato in uno a tempo indeterminato. Sancito dal decreto legislativo 276/2003, esistono diverse tipologie di contratto di apprendistato quali:

  • Apprendistato per la qualifica professionale: rivolto ai giovani tra i 15 e i 18 anni, questo tipo di apprendistato prevede il rilascio di una qualifica professionale al termine del contratto
  • Apprendistato professionalizzante: destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni, questo tipo di apprendistato mira all’acquisizione di competenze tecniche e professionali necessarie per l’inserimento nel mondo del lavoro. La durata massima è di 3 anni, mentre nel settore dell’artigianato può essere estesa fino a 5 anni
  • Apprendistato di alta formazione o ricerca: indirizzato ai giovani tra i 18 e i 29 anni, questo tipo di apprendistato è specificamente pensato per la formazione pratica dei laureati o per l’ottenimento di un diploma di secondo livello. La durata massima del contratto è stabilita dalle regioni.

Il contratto di apprendistato deve sempre essere formalizzato per iscritto e includere un dettagliato piano formativo per il lavoratore. Questo piano deve chiaramente definire gli obiettivi da raggiungere, gli impegni previsti e le relative scadenze da rispettare durante il percorso di formazione.

Quanti giorni di ferie si maturano in apprendistato? 

In merito alle ferie, il contratto di apprendistato si distingue significativamente dagli stage e dai tirocini, poiché prevede il diritto alle ferie retribuite per gli apprendisti. Durante questi giorni di riposo, al pari di quelli garantiti ai lavoratori dipendenti, l’apprendista continua a percepire la sua retribuzione. Di solito, i giorni di ferie maturati in un contratto di apprendistato ammontano a circa 26 giorni all’anno.  Secondo la normativa, le ferie per gli apprendisti possono essere ridotte proporzionalmente alla durata effettiva del contratto di apprendistato. Ad esempio, se il contratto prevede 4 settimane di ferie all’anno, per un contratto di 6 mesi queste si riducono a 2 settimane. Le ferie devono essere concordate con il datore di lavoro con un congruo preavviso.

Alla fine del contratto di apprendistato, se il lavoratore non ha potuto usufruire di tutte le sue ferie, ha diritto a un’indennità economica corrispondente alle ferie non godute. Se un apprendista si ammala durante le ferie, può richiedere di modificare le date delle ferie o di recuperare i giorni non goduti. Tuttavia, queste opzioni dipendono dalle politiche aziendali e dalle clausole specifiche nel contratto di apprendistato.

Contratto di apprendistato: i pro e contro 

Nel contratto di apprendistato, le ore di lavoro sono completamente retribuite, mentre le ore dedicate alla formazione sono compensate al 35% della remunerazione stabilita dal Contratto Collettivo nazionale applicato. Agli apprendisti spettano i contributi INPS per fini assistenziali e pensionistici, oltre all’indennità di malattia fino a un massimo di 180 giorni. Inoltre, il lavoratore ha diritto anche alla maternità e ai congedi parentali e accumula il Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

Guardando ai vantaggi, il contratto di apprendistato è molto utile perché facilita l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, favorendo un rapporto continuativo con l’azienda. Accanto a tutto questo, consente al lavoratore di crescere professionalmente, usufruendo di tutte le tutele previste, come il diritto a malattie e ferie retribuite, oltre ad altri incentivi. Per quanto riguarda gli svantaggi, gli apprendisti sono spesso inquadrati a un livello inferiore rispetto agli altri dipendenti, il che comporta una retribuzione più bassa.

Per avere maggiori informazioni sul contratto di apprendistato o se cerchi un consulente del lavoro contatta lo staff dello Studio Riitano.

assunzione minorenni
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Assunzione minorenni: come funziona e quali sono i lavori che possono fare

In merito all’assunzione dei minorenni ci sono molte cose da sapere. Infatti questi sono soggetti tutelati dal nostro ordinamento che prevede una normativa specifica delle condizioni lavorative del minore, vietando quelle attività che possono minare la sua salute e la sua dignità. Scopriamo nel dettaglio tutto quello da sapere sul lavoro dei minori, come viene tutelato, a che età si può assumere e gli obblighi previsti dalla legge.

Assunzione dei minorenni, la normativa: cosa sapere 

È l’ordinamento a tutelare l’assunzione e i lavoratori minorenni, prevedendo una normativa speciale protettiva in merito alle sue condizioni lavorative, vietando attività che possono minare la sua salute e la sua integrità ed esigendo il completamento dell’istruzione obbligatoria. Ma a che età si può iniziare a lavorare in Italia? La legge prevede che il minore può accedere al lavoro dopo aver terminato il periodo di istruzione obbligatoria. Per quanto riguarda l’età minima per lavorare questa non può essere inferiore ai 15 anni compiuti. 

Attualmente l’istruzione deve essere portata avanti per almeno 10 anni e quindi il minore può essere assunto a 16 anni e se ha svolto il periodo obbligatorio previsto per l’istruzione.

Nell’ordinamento italiano la tutela del lavoro minorile si basa sugli articoli 34 e 37 della Costituzione. In particolare troviamo una disciplina specifica nella legge 17 ottobre 1967 n. 997 “Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”, modificata poi per recepire le norme comunitarie dal D.lgs. 4 agosto 1999, n. 345 e il D.lgs. 18. Inoltre affonda nelle Convenzioni internazionali, come la Convenzione di New York del 1989, incentrata sui diritti dei fanciulli. 

Sono previste delle eccezioni in merito all’assunzione dei minori, relative alla finalizzazione del completamento dell’istruzione. Stiamo parlando dell’apprendistato di primo livello dei minorenni da intendersi nell’ambito dello svolgimento di attività di carattere culturale, artistico, sportivo, pubblicitario oppure nello spettacolo. Per svolgere questo tipo di mansioni è necessario che venga rilasciata un’autorizzazione ad hoc da parte dell’Ispettorato territoriale del lavoro. 

Dai divieti agli orari di lavoro, tutti i dettagli 

Prima di iniziare il lavoro, il minore deve essere soggetto a una visita medica d’idoneità a carico del datore di lavoro, seguendo gli obblighi di sorveglianza sanitaria.

Se il minore ha compiuto 16 anni, essendo titolare della capacità lavorativa, può sottoscrivere autonomamente il contratto lavorativo, senza aver bisogno dell’assistenza genitoriale. L’assistenza di chi esercita la potestà genitoriale è, invece, necessaria se l’adolescente ha 15 anni e stipula un contratto di apprendistato. 

Per quanto riguarda i lavori che possono fare i minorenni sono da escludere tutte quelle attività che possono esporli agli agenti chimici nonché a processi pesanti o pericolosi. Sono previste tuttavia delle deroghe per eventuali motivi didattici oppure di formazione professionale: in ogni caso è necessaria l’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro, previo parere della Asl.

E per quanto riguarda l’orario di lavoro? La normativa prevede limiti specifici: per i 16enni non può superare le 7 ore giornaliere e le 35 ore settimanali e per gli adolescenti le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali. Inoltre l’attività lavorativa deve in modo imprescindibile essere compatibile con gli impegni scolastici: è inoltre immancabile un riposo di almeno 1 ora ogni 4 ore e mezzo di lavoro. I giorni di riposo settimanale devono essere 2 (meglio se consecutivi), salvo eventuali deroghe. 

Per quanto riguarda il lavoro notturno, questo è vietato salvo – entro specifici limiti – per le attività culturali, artistiche, sportive, pubblicitarie e dello spettacolo, oppure per casi di forza maggiore, purché non si protragga oltre le ore 24. Inoltre non si devono pregiudicare la sicurezza, l’integrità psicofisica, lo sviluppo del minore e la sua frequenza scolastica. Nel caso di lavoro notturno del minore è prevista l’autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e l’assenso scritto dei genitori. In merito alla retribuzione del minorenne gli importi sono i medesimi previsti per i maggiorenni. 

Per avere maggiori informazioni sul lavoro dei minori, oppure se cercate un consulente del lavoro, contattate lo Studio Riitano, da decenni punto di riferimento del settore. 

stage tirocinio e apprendistato
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Differenze tra stage, tirocinio e contratto di apprendistato, tutto ciò che c’è da sapere

Tirocinio, stage e apprendistato sono spesso usati come sinonimi. In realtà c’è una differenza tra stage e tirocinio e tra queste due forme di politica attiva e l’apprendistato. Sono comunque tutte e tre misure pensate per favorire l’inserimento dei giovani o il reinserimento di alcune categorie nel mondo del lavoro. 

Contratto di stage e contratto di tirocinio 

Stage e tirocinio sono percorsi di formazione svolti sul posto di lavoro, finalizzati all’assunzione e allo sviluppo di nuove competenze professionali. Qual è, allora, la principale differenza tra stage e tirocinio?

Nel primo caso si tratta di un percorso di formazione facoltativo. Il secondo, invece, è obbligatorio per ottenere alcuni diplomi professionali o terminare specifici corsi di specializzazione. Il tirocinio indica un periodo di formazione e orientamento svolto all’interno di un contesto lavorativo, che non si configura come rapporto professionale e che ha lo scopo di arricchire il bagaglio di conoscenze, acquisire nuove competenze o consolidare quelle già possedute.

Come avviene per il tirocinio, un contratto di stage vero e proprio non esiste. È invece previsto un programma formativo concordato tra l’azienda che lo fornisce e lo stagista. Quanti tipi di tirocinio e stage esistono? È previsto un compenso o un rimborso spese? Affidatevi per una consulenza legale agli esperti di Studio Riitano. 

Contratto di apprendistato: differenza col tirocinio

Al netto della differenza tra stage e tirocinio, in entrambi i casi si parla di misure di formazione e di politica attiva che permettono ai tirocinanti di vivere in via temporanea esperienze all’interno di contesti lavorativi per favorire una conoscenza diretta di una professione o di un mestiere.

Diversamente da quanto avviene negli stage e nei tirocini, il contratto di apprendistato prevede un periodo di attività formativa, ma ha natura subordinata e include una retribuzione. Una volta concluso il periodo di apprendistato, il contratto diventa a tempo indeterminato se non subentrerà un’interruzione da parte del datore di lavoro secondo quanto previsto dalla legge.

Sia allo stagista sia all’apprendista viene assegnato un tutor responsabile della sua formazione. Contattate Studio Riitano, specializzato in diritto del lavoro per aziende, manager, imprenditori e liberi professionisti.

Retribuzioni Apprendistato
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Retribuzioni apprendistato, quanto bisogna pagare un apprendista?

L’apprendistato è un contratto di lavoro per cui il datore di lavoro, oltre a pagare le retribuzioni all’apprendista per il lavoro svolto, è obbligato a garantire all’assunto un’adeguata formazione. 

Retribuzione apprendista: stipendio per apprendista impiegato 

Nei contratti di apprendistato vengono stabiliti le retribuzioni per l’apprendista e il tipo di percorso formativo che serve all’apprendista stesso per acquisire competenze professionali adeguate al ruolo e alle mansioni richiesti. La formazione può essere svolta dall’apprendista esternamente o internamente all’azienda.

Per quanto riguarda la retribuzione dell’apprendista, a parità di retribuzione annua lorda (RAL) il calcolo dello stipendio netto dipende da alcuni fattori tra cui la tipologia contrattuale.

Nel contratto di apprendistato che rientra nel ccnl commercio, per esempio, la retribuzione dell’apprendista impiegato varia in base alla qualifica da conseguire e al livello di inquadramento finale atteso.

In questo caso l’apprendista percepisce uno stipendio netto che aumenta gradualmente e progressivamente dal primo al secondo e al terzo anno. In linea generale, un apprendista guadagna meno rispetto agli altri dipendenti, dello stesso livello, assunti con normale contratto.

Per chiarirvi dubbi e avere maggiori informazioni, chiedete un servizio legale ai professionisti di Studio Riitano. 

Contratto apprendistato professionalizzante e stipendio 

Ci sono anche altri fattori rispetto ai quali variano le retribuzioni dell’apprendista. Bisogna tenere conto, per esempio, anche della durata del contratto di apprendistato.

In base a questo parametro viene determinato l’ammontare dello stipendio dell’apprendista, che può andare dal 45% dello stipendio previsto per il relativo livello d’inquadramento nel primo anno di apprendistato, fino al 100% al termine dell’apprendistato professionalizzante con relativo inquadramento nel rispettivo livello professionale.

Occorre sempre, comunque, far riferimento al ccnl di categoria e alle percentuali di calcolo stipendio previste. E ancora, per calcolare, del contratto di apprendistato, lo stipendio netto bisogna anche tenere conto dei contributi previdenziali e assistenziali e di eventuali detrazioni fiscali o altre agevolazioni.

Contattate gli esperti di Studio Riitano, specializzati in diritto del lavoro per imprenditori, aziende, manager, freelance. 

contratto di apprendistato
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Tutto ciò che c’è da sapere sul contratto di apprendistato: stipendio, durata, ferie…

Quello che caratterizza un contratto di apprendistato è un contenuto di tipo formativo. Il datore di lavoro, infatti, è obbligato a garantire all’apprendista la formazione necessaria per acquisire competenze professionali adeguate al ruolo e alle mansioni per cui è stato assunto. L’apprendista ha, a sua volta, l’obbligo di seguire il percorso formativo, che può svolgere internamente o esternamente all’azienda.

Contratto di apprendistato, stipendio e tipologie

Attualmente la legge ne prevede tre tipologie:

  1. Contratto per la qualifica e il diploma professionali
  2. Contratto professionalizzante o contratto di mestiere;
  3. Contratto di alta formazione e ricerca.

Per quanto riguarda il contratto di apprendistato e lo stipendio, la retribuzione deve tenere conto non solo della tipologia del contratto di apprendistato, ma anche della durata del contratto di apprendistato e del livello di inquadramento.

In base alla normativa vigente, l’apprendista può essere inquadrato fino a due livelli sotto la categoria normalmente spettante. La retribuzione di chi svolge un periodo di apprendistato in un’azienda, inoltre, non può essere a cottimo o a incentivo. È previsto, invece, un trattamento contributivo agevolato. Come funziona l’apprendistato in caso di maternità? Rivolgetevi agli esperti di Studio Riitano.

Pro e contro di questa tipologia di contratto

Esistono alcune condizioni per attivare questa tipologia di contratto. La legge prevede che il datore di lavoro che occupa fino a 9 dipendenti non può impiegare più di un apprendista per ogni lavoratore qualificato o specializzato.

Nelle imprese con più di 9 dipendenti, invece, possono essere assunti 2 apprendisti ogni 3 lavoratori qualificati o specializzati. Oltre a quanto stabilito per il contratto di apprendistato e lo stipendio relativo, un datore di lavoro deve considerare che gli apprendisti non rientrano nel computo dei dipendenti.

A differenza dei tirocinanti, tuttavia, gli apprendisti hanno diritto a ferie e permessi secondo quanto stabilito dal CCNL. Com’è tutelata la malattia nel contratto di apprendistato? Contattate Studio Riitano, che offre servizi legali in materia di diritto del lavoro per aziende, imprenditori, dipendenti e liberi professionisti.

ccnl metalmeccanici apprendistato
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Ccnl metalmeccanici apprendistato 2021: come funziona la malattia

Si rivolge rivolto giovani tra i 15 e i 29 anni e consente di acquisire una qualifica professionale. È il ccnl metalmeccanici di apprendistato. Come gli altri contratti di apprendistato, regola un rapporto di lavoro nel quale l’azienda si impegna a fare un training all’apprendista, attraverso fasi di insegnamento pratico e tecnico-professionale.

Ccnl metalmeccanici apprendistato e stipendio 2021: come si calcola

Nel nuovo contratto di apprendistato, incluso il ccnl metalmeccanici di apprendistato, a differenza di quel che accadeva prima, viene fissato come obiettivo quello di formare i giovani non sulla singola mansione o attività lavorativa, ma per il mercato del lavoro in generale. Il datore di lavoro, dunque, deve garantire all’apprendista un’adeguata formazione professionale e deve versare un corrispettivo. Come si calcola, per quanto riguarda il ccnl metalmeccanici di apprendistato, lo stipendio relativo? La base di calcolo è lo stipendio lordo del livello D2, che dal 1° giugno 2021 è pari a 1.651,07 euro. La retribuzione lorda dell’apprendista, prevista per il primo anno, è pari al 45%, quindi 743 euro, per un netto mensile di 700 euro circa, più eventuali detrazioni e bonus in busta paga. A quanto sale la retribuzione successivamente? Rivolgetevi agli esperti di Studio Riitano.

Ccnl apprendistato e malattia: cos’è previsto

A tutti coloro che vengono assunti con ccnl metalmeccanici di apprendistato è riconosciuta la malattia. In situazioni del genere gli apprendisti hanno diritto ad avere copertura assistenziale e a percepire relativa indennità, a carico dell’Inps, e di importo variabile e relativa contribuzione previdenziale. I lavoratori inseriti con un ccnl apprendistato, al pari dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, sono tenuti a comunicare tempestivamente la loro assenza e devono presentare il certificato medico telematico rilasciato dal proprio medico curante, che attesta una momentanea incapacità a svolgere l’attività lavorativa per accertati problemi di salute. Da apprendisti si può richiedere l’aspettativa non retribuita per malattia? Siete un datore di lavoro o un giovane apprendista e avete qualche dubbio? Contattate Studio Riitano.

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