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Legge di bilancio

taglio cuneo fiscale luglio 2023
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Taglio del cuneo fiscale 2023: come funziona, da quando parte e cosa cambia negli stipendi

Arrivano novità importanti per i lavoratori: il Governo Meloni ha introdotto il taglio del cuneo fiscale, comportando così un aumento della busta paga a partire da luglio per i lavoratori con un reddito lordo annuo fino a 35mila euro. Scopriamo nel dettaglio come funziona questa misura.

Taglio del cuneo fiscale 2023: come funziona 

Grazie alla Legge di Bilancio 2023, il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori con redditi più bassi è incrementato. Con il Decreto Lavoro 48/2023, l’esonero contributivo è così aumentato per i lavori subordinati a fronte di una riduzione maggiore del cuneo fiscale. Questa dicitura corrisponde all’indicatore del rapporto tra il costo del lavoro totale e le imposte sul lavoro nel loro complesso.  

Oltre 14 milioni di dipendenti riceveranno così uno stipendio netto mensile più alto, visto che sono stati limati tasse e contributi fiscali in busta paga grazie al taglio del cuneo fiscale. Il Governo Meloni, sulla scia di quanto già messo in campo dall’esecutivo di Draghi, ha introdotto questa misura a vantaggio dei lavoratori dipendenti. Già con il Decreto Legge 112 2022 cd, volto a introdurre gli “Aiuti bis”, era stato previsto un taglio del 1,2% per i contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti con reddito fino a 35mila euro lordi.

Questa misura si univa a una precedente risalente alla legge 234 2021 con cui era stato introdotto il taglio dei contributi pari allo 0,8% per i medesimi beneficiari. Con la nuova manovra è previsto uno sconto contributivo dell’1% sui redditi fino a 25 mila euro. 5 miliardi di euro è quanto ammonta la spesa annuale.

Taglio del cuneo fiscale 2023: da quando parte e i dettagli utili da sapere 

Con il nuovo Decreto Lavoro si riduce il taglio del cuneo fiscale in merito alla parte contributiva destinata ai lavoratori dipendenti. Dal 1 luglio 2023 fino al 31 dicembre 2023 è stato previsto un taglio delle tasse sul lavoro. L’esonero sulla quota dei contributi previdenziali IVS a carico del lavoratore (sancito ai sensi dell’art 1, comma 281, della Legge 197/2022) viene incrementato di 4 punti percentuali, non avendo effetti ulteriori sulla tredicesima mensilità. 

La Legge 197/2022 aveva introdotto per il periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2023 un esonero del 2% sui contributi previdenziali sui redditi mensili fino a 2.692 euro e uno sconto del 1% per i lavoratori con un reddito mensile (calcolato su 13 mensilità) non superiore ai 1,923 euro. Con il D.L. 48/2023 da questo luglio l’esonero previsto nel 2022 viene innalzato con misura pari al 4% dell’esonero dei contributi previdenziali IVS a carico dei lavoratori. 

In questo modo l’esonero passa dal 2% al 6%: inoltre è previsto un innalzamento dal 3% al 7% nel caso in cui la retribuzione imponibile non superi l’importo mensile di 1,923 euro. 

Cosa cambia in busta paga

Con questa misura, l’aumento percepito sul proprio reddito sarà all’incirca di 96 euro al mese per le retribuzioni fino a 25 mila euro e di 99 euro al mese per quelle fino a 35 mila euro. In queste stime sono inclusi anche gli aumenti precedenti, e quindi il nuovo taglio del cuneo fiscale porta un beneficio del valore intorno ai 50 euro. 

Queste riduzioni riguardano tutti i lavoratori dipendenti del pubblico e del privato, escludendo i rapporti di lavoro domestico. Con la nuova misura si aumenta anche la soglie dei fringe benefit che arrivano a 3.000 euro nel 2023, solo per i dipendenti e per i figli a carico. 

Con questa misura introdotta dal Governo Meloni la busta paga dei dipendenti che già beneficiavano delle precedenti misure cambia quindi a partire dalla seconda metà dell’anno. Da luglio si applica questa novità importante su cui l’Esecutivo ha investito oltre 4 miliardi di euro. Quindi è nella busta paga di agosto che i lavoratori beneficeranno di questo incremento su cui potranno contare fino a fine anno. La tredicesima non sarà toccata dall’ulteriore esonero.

Per maggiori dettagli sul taglio del cuneo fiscale o se siete alla ricerca di un consulente del lavoro, contattate lo staff dello Studio Riitano.

Ultime novità pensioni
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Ultime novità sulle pensioni, che cosa cambia da marzo 2022

La Legge di Bilancio 2022 affronta vari argomenti, tra cui il tema dei regimi pensionistici. In merito alle ultime novità sulle pensioni, a inizio 2022 si sono tenuti alcuni incontri tecnici tra governo e parti sociali. Da poco, poi, sono state diffuse, in materia, una circolare INPS e una nuova direttiva del Ministero del Lavoro.

Novità pensioni anticipate: Legge di Bilancio 2022

La Legge di Bilancio 2022 riconosce il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2022, di un’età anagrafica di almeno 64 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni.

Sempre in merito alle ultime novità sulle pensioni riportate nel testo legislativo, è stata prorogata per l’anno 2022 la misura “opzione donna” in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2021.

La circolare INPS 8 marzo 2022, n. 38, è legata alle principali novità sulle pensioni anticipate. Al suo interno sono indicate le istruzioni per l’applicazione delle nuove disposizioni e sono illustrati, nello specifico, i requisiti per il diritto alla pensione anticipata, la decorrenza del trattamento pensionistico, la maturazione del requisito contributivo a seguito di riscatto e i termini di pagamento di TFS/TFR (trattamento di fine servizio/trattamento di fine rapporto).

Per ulteriori chiarimenti chiedete una consulenza legale agli esperti di Studio Riitano, specializzati in diritto del lavoro, per aziende, liberi professionisti, imprenditori e dipendenti.

Riforma delle pensioni nel 2023

Durante le discussioni per il dopo quota 100, con la Legge di Bilancio 2022 (in cui sono contenute le ultime novità delle pensioni) il premier Mario Draghi e l’esecutivo che guida hanno promesso l’avvio di un tavolo di confronto con l’obiettivo di modificare il sistema pensionistico.

In un passaggio della direttiva n. 28 del 2022 il Ministero del Lavoro ha confermato l’intenzione del governo di continuare il confronto con le parti sociali per arrivare a un accordo per una riforma delle pensioni che possa soddisfare tutte le parti in causa.

La riforma dovrebbe entrare in vigore – almeno secondo quelle che sembravano essere le intenzioni iniziali del governo – a partire dal 1° gennaio 2023. Che cosa prevede la riforma per la pensione anticipata? A quanto ammonterebbe la riduzione della quota contributiva in quel caso? Contattate Studio Riitano.

imposta di bollo
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Imposta di bollo, che cos’è e cosa cambia con la Legge di Bilancio 2022

Con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, prima per le pubbliche amministrazioni e poi per i privati, è stato disciplinato anche l’assolvimento dell’imposta di bollo su determinati documenti come i conti correnti e le fatture elettroniche.

Imposta di bollo sul conto corrente: cosa c’è da sapere

Per imposta di bollo si intende un’imposta il cui importo può variare a seconda dei casi. È un’imposta indiretta, cioè non riguarda le persone ma i consumi. Viene applicata alla produzione, alla richiesta o alla presentazione di alcuni documenti.

A partire dal 2012 è entrata in vigore l’imposta sul conto corrente per tutti i titolari di questo strumento bancario. L’imposta è applicata al momento in cui viene emesso l’estratto conto, e riguarda il periodo per cui viene fornito il rendiconto, anche se il conto è stato aperto e chiuso nel corso dell’anno.

Che cosa succede quando un soggetto non possiede più un conto corrente? Per queste e altre informazioni rivolgetevi agli esperti dello Studio Riitano, che offrono consulenze in materia di diritto di lavoro ad aziende, imprenditori, dipendenti e liberi professionisti.

Fatture elettroniche, novità per il 2022

La recente Legge di Bilancio 2022 ha introdotto alcune novità per quanto riguarda la regolamentazione dell’imposta di bollo. Per esempio sono esentati i certificati anagrafici rilasciati in modalità telematica e le convenzioni stipulate per tirocini di formazione e orientamento.

Relativamente all’imposta di bollo su fatture elettroniche, l’articolo 12-novies del D.L. n. 34/2019 (decreto Crescita) ha previsto che l’Agenzia delle Entrate, con procedure automatizzate, integri le fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio e che non recano l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, ma per le quali l’imposta risulti dovuta.

Nei casi di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta, il cedente/prestatore deve ricevere comunicazione da parte dell’Agenzia dell’ammontare dell’imposta e della sanzione amministrativa dovuta. Successivamente sono state stabilite le modalità tecniche per effettuare le integrazioni delle fatture elettroniche inviate, a decorrere dal 1° gennaio 2021, tramite il Sistema di interscambio.

Sono state definite anche le modalità telematiche per la messa a disposizione, la consultazione e la variazione dei dati relativi all’imposta di bollo da parte del cedente/prestatore o dell’intermediario delegato. Contattate Studio Riitano.

cessione crediti di imposta
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Cessione crediti di imposta, le novità nel mondo dell’edilizia

Se una persona fisica o giuridica possiede un credito può cederla a una terza parte. Con cessione dei crediti di imposta si fa riferimento a un accordo tra chi cede il credito, ovvero il creditore, e una terza parte. Il credito può essere ceduto per intero o in forma parziale.

Cessione del credito: Ecobonus

Anche nel caso di opere e lavori nel campo dell’edilizia, la cessione dei crediti di imposta può essere disposta in favore dei fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi di altri soggetti (che possono essere persone fisiche, esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) o di istituti di credito e intermediari finanziari. I crediti d’imposta, che non sono oggetto di ulteriore cessione, sono utilizzati in compensazione attraverso il modello F24.

Si può fruire del credito di imposta per Ecobonus secondo la stessa ripartizione in quote annuali con cui sarebbe stata utilizzata la detrazione fiscale riconosciuta per i lavori di cui stiamo parlando. La quota di credito può essere fruita negli anni successivi? Può essere richiesta a rimborso? L’Ecobonus è compatibile o no con il Bonus Mobili? Per chiarirvi dubbi simili e per altre delucidazioni potete chiedere una consulenza legale ai consulenti del lavoro dello Studio Riitano.

Cessione del credito 110: Superbonus

Da alcuni anni, ormai, sono in vigore delle detrazioni relative agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (il già citato Ecobonus) e quelli di recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli antisismici (Sismabonus).

Per questi è prevista, in alternativa, la cessione dei crediti di imposta. È quello che accade anche nel caso del Superbonus, l’agevolazione fiscale disciplinata dall’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020 (decreto Rilancio), che consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 per la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici.

La legge di bilancio 2022 ha prorogato l’agevolazione, prevedendo scadenze diverse a seconda dei soggetti che si fanno carico delle spese consentite. In alternativa alla fruizione diretta della detrazione, è possibile optare per la cessione del credito 110, corrispondente alla detrazione che spetterebbe, o per un contributo anticipato sotto forma di sconto praticato dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura). Contattate Studio Riitano.

Ammortizzatori sociali 2019
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Come accedere agli ammortizzatori sociali: novità 2019

Quello degli ammortizzatori sociali 2019 è un tema centrale nelle novità previste per l’anno in corso. La legge di bilancio ha previsto un’ulteriore proroga CIGS 2019 riguardo gli ammortizzatori sociali. L’accordo CIGS 2019, è un accordo di ricollocazione dei lavoratori di circostanza che ha come obiettivo quello di limitare il ricorso al licenziamento dopo aver portato a termine la cassa integrazione straordinaria. Vediamo insieme come accedere agli ammortizzatori sociali.

Ammortizzatori sociali: cosa sono

Gli ammortizzatori sociali sono quelle misure adottate dagli organi di governo per sostenere economicamente tutte quelle persone prive di occupazione.  Gli ammortizzatori sociali quindi sono un’integrazione economica alla retribuzione del lavoratore che ne “ammortizza la perdita”. Rientrano in questa categoria: la cassa integrazione, i contratti di solidarietà e l’indennità di disoccupazione.

Ammortizzatori sociali 2019: gli importi

L’Inps nella Circolare numero 5/2019 ha indicato gli importi massimi ed è possibile notare come crescono leggermente gli importi degli ammortizzatori sociali nel 2019. Le misure, entrate in vigore dal 1° gennaio 2019, riguardano:

  • i trattamenti di integrazione salariale
  • l’assegno ordinario e l’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito
  • l’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito Cooperativo
  • l’indennità di disoccupazione NASPI
  • l’indennità di disoccupazione DIS-COLL
  • l’indennità di disoccupazione agricola
  • l’assegno per le attività socialmente utili.

Come fare richiesta per accedere agli ammortizzatori sociali

Per accedere agli ammortizzatori sociali è necessario inviare richiesta per via telematica attraverso il sito dell’INPS. La procedura potrebbe risultare ostica se non si ha dimistichezza con l’utilizzo di portali online. Lo Studio Riitano può offrirti il giusto supporto per procedere correttamente nell’invio della richiesta. Scrivici e sarai ricontattato da un nostro consulente.

Legge di bilancio 2019
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Legge di bilancio 2019: novità per il lavoro nella manovra

La legge di bilancio 2019 reca alcuni importanti interventi finalizzati a ridurre i costi del lavoro quali agevolazioni mirate afferenti alle materie di sgravi contributivi nonché riduzione generalizzata dei premi Inail. A questi, seguiranno altre agevolazioni in materia di maternità e paternità unitamente a un rafforzamento dell’attività ispettiva e delle sanzioni amministrative ad esse correlate i cui ricavi verranno a potenziare la vigilanza.

Per quanto riguarda gli incentivi economici e sgravi contributivi, la manovra del 2019 prevede:

Legge di bilancio 2019: assunzioni giovani al sud Italia

Tra le importanti novità previste dalla legge di bilancio, ce n’è una riguardante le assunzioni di giovani al sud Italia. Grazie allo stanziamento di risorse pari a 500 milioni di euro rispettivamente per gli anni 2019 e 2020, spetta l’esonero contributivo fino al 100%, nel limite massimo di importo su base annua pari a 8.060 euro in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato di soggetti che non abbiano compiuto 35 anni di età ovvero di soggetti di almeno 35 anni di età sprovvisti di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi nelle regioni del sud d’Italia.
Tale esonero è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento già previsti dalla normativa vigente e limitatamente al periodo di vigenza degli stessi.

Assunzioni laureati e ricercatori

Ai datori di lavoro privati – fatta eccezione per quelli domestici – che, a decorrere dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2019, assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato lavoratori laureati con meno di 30 anni o ricercatori con meno di 34 anni spetta l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL) per un periodo massimo di 12 mesi decorrenti dalla data di assunzione, fino al limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata.
Il beneficio per le assunzioni di laureati e ricercatori viene concesso anche nel caso di trasformazione, avvenuta nel medesimo periodo, di un contratto di lavoro a tempo determinato.

Assunzioni a tempo indeterminato da altri datori di lavoro

Ove vi sia una fruizione parziale dell’esonero, l’eventuale nuova assunzione a tempo indeterminato da parte di altri datori di lavoro privati, avvenuta tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019, permetterà di godere dell’esonero per il periodo residuo utile alla piena fruizione dello stesso.

Segnatamente, i soggetti interessati all’assunzione a tempo indeterminato da altri datori di lavoro, anche eventualmente part time, sono:

  1. i cittadini in possesso della laurea magistrale, conseguita in università statali o non statali legalmente riconosciute, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 purché con la votazione di 110 e lode e con una media ponderata di almeno 108/110; titolo che dovrà essere conseguito entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del 30° anno di età;
  2. i cittadini in possesso di un dottorato di ricerca, conseguito in università statali o non statali legalmente riconosciute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 e prima del compimento del 34° anno di età.

Reinserimento mirato per i disabili

L’INAIL, nel rispetto delle norme dell’Unione europea in materia di aiuti « de minimis », rimborserà al datore di lavoro il 60% della retribuzione corrisposta al soggetto disabile destinatario di un progetto di reinserimento personalizzato finalizzato alla conservazione del posto di lavoro che, alla cessazione dello stato di inabilità temporanea assoluta, non sia in grado di lavorare senza la realizzazione degli interventi progettati.

Qualora gli interventi individuati nell’ambito del progetto di reinserimento mirato per i disabili non siano attuati a causa di un immotivato unilaterale recesso del datore di lavoro, quest’ultimo dovrà restituire all’INAIL l’intero importo del rimborso.

Ammortizzatori sociali

Tra gli ammortizzatori sociali previsti dalla manovra, in deroga nel limite massimo di dodici mesi, verrà concesso il trattamento di mobilità anche in favore dei lavoratori che hanno cessato la CIG nel periodo dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 e che non hanno diritto all’indennità di disoccupazione NASpI, nonché a coloro che erano occupati in imprese situate in aree di crisi industriale complessa

Congedo di paternità

I giorni di permesso per il padre lavoratore a titolo di congedo di paternità obbligatorio passano da 4 a 5 giorni per il 2019. Inoltre, al padre lavoratore è concessa la facoltà di astenersi per un periodo ulteriore di un giorno, previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

Congedo di maternità

Si prevede una nuova e ulteriore modalità di fruizione del congedo di maternità obbligatorio in aggiunta a quelli già previsti, ossia dopo il parto, ed entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del S.S.N. o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

Lavoro agile

I datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile dovranno riconoscere priorità alle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità, ovvero dai lavoratori con figli in condizioni di disabilità.

Violazioni e sanzioni

L’attenzione verso violazioni e sanzioni deve essere massima in quanto l’Ispettorato nazionale del lavoro sarà autorizzato ad assumere a tempo indeterminato personale prevalentemente ispettivo pari a quasi mille lavoratori per il triennio 2019-2021.

Inoltre, verranno incrementati gli importi dovuti a seguito delle seguenti violazioni in materia di lavoro.

  • Incremento del 20% per la violazione delle disposizioni in materia:

1. di lavoro irregolare;

2. di esercizio non autorizzato dell’attività di somministrazione;

3. di omesse comunicazioni in materia di lavoro transnazionale;

4. di violazione alla disciplina dell’orario di lavoro.

  • incremento del 10% per la violazione delle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro, ex D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, sanzionate in via amministrativa o penale;
  • incremento del 20% per la violazione delle altre disposizioni in materia di lavoro e legislazione sociale. Le maggiorazioni saranno raddoppiate qualora, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro sia stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti.

Riduzione di premi e contributi Inail

Verrà predisposta una riduzione dei premi e contributi INAIL per mezzo di una revisione delle tariffe, a partire dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021.

A guisa di consentire l’applicazione delle nuove tariffe, il termine del 31 dicembre previsto per la consegna delle basi di calcolo è differito, per il 2019, al 31 marzo dello stesso anno. Sempre in relazione al 2019 sono differiti al 16 maggio 2019 i termini di presentazione della denuncia salari e dell’autoliquidazione dei premi.

In caso di pagamento del premio dilazionato in quattro rate i termini di scadenza della prima e della seconda rata per il 2019 sono unificati al 16 maggio del medesimo anno. Mentre, restano ferme le altre due scadenze del 16 agosto e del 16 novembre per le restanti rate.

La norma elimina il premio supplementare dovuto da alcuni datori di lavoro, in relazione all’incidenza delle retribuzioni concernenti gli operai esposti ad inalazioni di silice libera o di amianto in specifiche concentrazioni.

Ancora, verranno esclusi i premi INAIL dall’ambito di applicazione delle riduzioni contributive relative al settore edile.

Infine, verrà ridotta dal 130×1000 al 110×1000 il tasso massimo applicabile, per le lavorazioni più pericolose, al valore di base del premio INAIL.

Assunzioni agevolate 2019
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Assunzioni agevolate 2019: tutte le novità

Siamo quasi giunti al termini del 2018, anno che ha visto l’attivazione dell’incentivo per l’occupazione stabile, una misura riservata a tutte le aziende che assumono a tempo indeterminato persone di età inferiore ai 35 anni, che non abbiano mai avuto un lavoro a tempo indeterminato. Ma quali sono le novità relative alle assunzioni agevolate per il 2019? Vediamo cos’è cambiato con l’introduzione del Decreto Dignità, decreto di legge firmato dal Governo Monte e dal Ministro del lavoro Luigi Di Maio.

Bonus assunzioni 2019 under 35

Il bonus per le assunzioni agevolate per il 2019 per i giovani under 35, inserito nel Decreto Dignità, consiste in uno sconto sui contributi al 50%, per un periodo massimo di tre anni, fino ad arrivare a un massimo di 3.000 € euro all’anno. L’assunzione agevolata può e deve riguardare solamente i giovani che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato e deve essere compatibile con i precedenti contratti a termine o con un contratto di apprendistato. Per quest’ultimo l’agevolazione si applica solo se si è svolto presso un altro datore di lavoro.

Proroga incentivi assunzioni under 35

Perché si parla di proroga degli incentivi alle assunzioni per gli under 35? Viene definita proroga in quanto, i lavoratori che assumono giovani under 35 a tempo indeterminato, continueranno a fruire  fino al 2020 del bonus assunzione giovani introdotto dalla Legge di Bilancio. Oltre la proroga per due anni dello sgravio dei contributi, vi è l’agevolazione per il 2019 per l’assunzione degli under 35: fino al 2018 le agevolazioni interessano solo gli under 29.

Legge di Bilancio 2019: novità assunzioni

Tra le novità nel 2019, ci sarà una nuova legge di bilancio che, stando a quanto riferito dal Governo, prevederà nuovi sgravi contributivi per le assunzioni di lavoratori e per le trasformazioni in contratto a tempo indeterminato. La Legge di Bilancio per il 2019 potrebbe prorogare l’incentivo attualmente in vigore o rimodularlo coerentemente con il Decreto Dignità. Tra le principali novità per le assunzioni, vi è il bonus assunzioni eccellenze. Quest’ultimo prevede sgravi contributivi fino a 8.000 € , per chi assume a tempo indeterminato dal 2019: giovani con percorsi universitari meritevoli, dottori di ricerca under 34, laureati under 30. Avete bisogno di maggiori delucidazioni in merito alle assunzioni agevolate previste per il 2019? Non esitate a contattarci!

 

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#LeggediBilancio2018: Difficile per le aziende verificare i requisiti per le agevolazioni in caso di assunzione under35.

 Ai datori di lavoro privati che dal 1° gennaio 2018 assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, è riconosciuto, per un periodo massimo di 36 mesi, l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile (commi dal 100 al 108 e comma 893 della legge n. 205/2017).

È possibile applicare la decontribuzione ai rapporti a tempo indeterminato stipulati con lavoratori che, alla data della prima assunzione incentivata, non abbiano compiuto il 35° anno di età nel 2018 (dal 2019 il limite di età scende a 30 anni) e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Per la verifica del pregresso rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ai fini dell’agevolazione contributiva.

Per fruire dell’incentivo introdotto dalla legge di bilancio 2018 con l’obiettivo di promuovere l’occupazione stabile, l’azienda interessata dovrà mettere in campo una serie di verifiche. Diversamente, si potrebbe ritrovare a dover restituire i contributi risparmiati, con l’applicazione delle sanzioni civili: infatti, l’Inps ha messo in campo un sistema capillare di controlli che ha già portato al disconoscimento degli incentivi legati a numerosi rapporti di lavoro, poiché privi dei requisiti richiesti dalle norme di riferimento.

I requisiti del lavoratore

In primo luogo, per accedere al nuovo bonus, va accertata la presenza delle due condizioni soggettive, da parte dei lavoratori incentivati:

il requisito anagrafico, dal momento che le persone da assumere non devono aver compiuto il trentacinquesimo anno di età (per il 2018);

il fatto di non essere mai stati occupati a tempo indeterminato con lo stesso o con un altro datore di lavoro.

L’unica deroga a quest’ultimo principio consiste nella previsione che rende neutri gli eventuali periodi di apprendistato, svolti, però, presso un altro datore di lavoro e non proseguiti con un rapporto a tempo indeterminato.

Un valido strumento per accertare quest’ultima condizione potrà essere costituito dalla possibilità che è stata concessa – alle agenzie per il lavoro e agli iscritti all’albo nazionale dei soggetti accreditati ai servizi per il lavoro – di verificare i dati relativi alle persone in stato di disoccupazione, appena questa sarà resa operativa dall’Anpal.

( Contatta il nostro studio https://consulentidellavoro-piga-riitano.it/contatti.php per valutare i requisiti).

i requisiti per il datore

Oltre ai requisiti soggettivi del lavoratore, è necessario il rispetto di una serie di condizioni per il datore di lavoro che realizza l’assunzione: l’esonero contributivo spetta se, nei sei mesi precedenti e presso la stessa unità produttiva, non sono stati effettuati licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi.

Queste verifiche vanno estese anche al caso della trasformazione a tempo indeterminato di un contratto di lavoro a termine, contemplata dalla legge come ipotesi agevolata. In questo caso, oltre al presupposto che la conversione sia successiva al 1° gennaio 2018, serve la sussistenza del requisito anagrafico (under 35) alla data della trasformazione e il rispetto delle condizioni soggettive e oggettive elencate sopra.

Norme contro gli abusi

Il legislatore ha introdotto un meccanismo anti-abusi che può portare al blocco dell’incentivo ma anche alla revoca delle quote di esonero fruite, se scatta il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore agevolato assunto o di un lavoratore impiegato nella stessa unità produttiva e inquadrato con la stessa qualifica del lavoratore incentivato. Questa “limitazione” opera solo per il datore di lavoro che ha messo in atto il licenziamento. È prevista invece la possibilità di godere delle quote residue di esonero per altri datori che assumano nuovamente a tempo indeterminato il lavoratore agevolato, indipendentemente dalla sua età al momento della nuova assunzione.

La piena operatività dell’incentivo arriverà solo dopo l’emanazione della circolare dell’Inps che dovrà definire le procedure operative: i benefici collegati alle assunzioni agevolate realizzate nel frattempo non andranno comunque persi ma potranno essere recuperati con le modalità comunicate dall’Istituto.

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Assunzioni nel 2018? Convengono i giovani

Finalmente una nuova forma di decontribuzione per spingere l’occupazione stabile giovanile. Per i datori privati viene introdotto uno sgravio del 50% per i primi tre anni di contratto a tutele crescenti, con un tetto annuo di 3mila euro. Il primo anno l’incentivo riguarderà l’assunzione a tempo indeterminato di ragazzi under35 che non hanno mai avuto prima rapporti d’impiego stabili. 

La misura, inserita nella legge di Bilancio, approvata ieri dal governo, si applicherà a tutte le nuove assunzioni stabili dei giovani da qui in avanti. 

Il nuovo sgravio triennale al 50%  sarà concesso anche in caso di conversione a tempo indeterminato di un rapporto a termine; e nell’ipotesi di stabilizzazione di apprendistati “professionalizzanti”. È confermata, poi, la disposizione “anti-licenziamenti”. L’impresa – cioè – non sarà ammessa o perderà l’esonero se licenzia o lo ha fatto nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva.

L’incentivo salirà al 100% in tre casi:

1°: Per l’azienda che assume studenti/apprendisti entro sei mesi dall’acquisizione del titolo. Qui il bonus intero, per tre anni ; o periodi di apprendistato di primo o di terzo livello. 

2°: Giovani e disoccupati meridionali. Il potenziamento dell’esonero (100%, fino a 8.060 euro) per giovani e disoccupati del Mezzogiorno varrà solo per un anno (il 2018) grazie alla proroga del bonus Sud (per gli altri due anni – in attesa di ulteriori proroghe annuali – lo sgravio resterà al 50%).

3°: Gli under29 «Neet» di Garanzia giovani il primo anno di contratto a tempo indeterminato porterebbe in dote all’impresa il 100% di esonero contributivo (al 50% “nazionale” si sommerebbe la proroga del bonus Occupazione di Youth Guarantee). I successivi due anni resterebbero esonerati al 50 per cento. 

Si spera vengono definiti bene i paletti per utilizzare al massimo uno strumento utile per giovani e disoccupati.